SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È un’arteria stradale decisiva nell’asfittica circolazione automobilistica sambenedettese; non è turistica anche perché non mostra belvederi litoranei o vegetazioni esotiche. Ma proprio per la sua non debordante natura estetica meriterebbe un voto dieci in funzionalità, comodità, sicurezza, mancanza di buche insomma. Ma nessuno può darglielo, quel voto.
Parliamo dell’asse via Sgambati-via Scarlatti, l’unica strada alternativa a viale dello Sport, bretella o statale 16 per andare da Porto d’Ascoli a San Benedetto. La vera corsia ovest del lungomare sud, o se preferita la strada affianco alla ferrovia o il vialone della piscina. Due rettilinei con toponomastiche diverse, identificati nel senso comune del cittadino come strade piene di buche, spaccaschiena per gli scooteristi, spaccagomme per gli automobilisti, posti da cui star lontano per i ciclisti, ma per questi pocomale almeno c’è il lungomare.
Insomma, due strade che finora le recenti amministrazioni comunali hanno trascurato alla grande.
Il manto stradale è in condizioni pietose, soprattutto nelle (pericolose) intersezioni con la soprastante bretella.
Perciò qui non si tratta della litania sulle periferie abbandonate, sui soldi spesi solo per il centro e il lungomare. Qui si tratta di una strada fondamentale per il traffico cittadino, percorsa da tanti, quasi tutti, che andrebbe semplicemente riasfaltata di brutto. Possibilmente d’inverno. I cittadini elettori apprezzerebbero.

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