ASCOLI PICENO – «Il Piceno Consind ha un ruolo determinante»: parola della Fp-Cgil della provincia di Ascoli, che prende posizione riguardo la situazione dell’Ente strumentale pubblico – a cui è storicamente demandata l’attività di programmazione industriale del Piceno – che in molti vorrebbero “commissariare” a causa dei debiti.
«Il Piceno Consind – si legge nella nota – per lunghi anni ha sopperito all’assenza di una programmazione di politica economica industriale territoriale sapendo cogliere, nel contempo, le esigenze di una trasformazione e un ampliamento della propria azione. L’azione del Consorzio ha permesso di determinante nel Piceno, senza disperdere gli insediamenti produttivi, un’azione di pianificazione produttiva riducendo le conseguenze di una trasformazione selvaggia del territorio e valorizzando anche delle zone disagiate e marginali».
Secondo la Cgil l’azione del Piceno Consind, apprezzata al tavolo provinciale di coordinamento per la programmazione economica, è stata resa possibile grazie «ai lavoratori che nell’ente hanno prestato e prestano tutt’ora lavoro e che, grazie alla formazione e alla disponibilità a seguire le richiesta d’innovazione imposte dai cambiamenti hanno acquisito un bagaglio di esperienza e professionalità. Oggi, mentre si ritorna ha parlare con insistenza di “commissariare” il Piceno Consind, ci chiediamo: quale strategia politica c’è dietro? Quale fine assume questa azione?».
«Al tavolo programmatico della Provincia di Ascoli Piceno – precisa il sindacato – dove erano presenti anche tutti i partner dell’Ente, si è usciti con un documento unanime sulla continuità del Consind, mentre oggi non si comprende quanto si legge sulla stampa. Come leggere l’atto con cui la Giunta della Camera di Commercio di Ascoli Piceno fa un passo indietro, proprio in un momento dove è richiesta la massima unitarietà per risolvere i problemi del territorio piceno?»
C’è anche una critica per il presidente della Regione Spacca: «Quale futuro si cela dietro l’atto di commissariamento proclamato dal Presidente della Regione, per un territorio che a fatica sta cercando di uscire da uno dei periodi più neri, relegato ad essere, e forse rimanere, il fanalino di coda della Regione stessa? Una eventuale chiusura del Piceno Consind determinerebbe la perdita di un elevato patrimonio professionale e di conoscenze di cui proprio in questo momento di radicale trasformazione sarebbe scellerato privarsi».
Le posizioni della Cgil sono legittime: ci auguriamo però che qualcuno, prima o poi, ci spieghi se valuta congrui i circa 260 mila euro che vengono spesi, ogni anno, per spese di indennità, come pubblicato quasi un anno fa dal nostro giornale (pubblichiamo in foto un documento risalente al 2007, precisando che Palmiro Merli si è dimesso dall’incarico).

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