dal settimanale Riviera Oggi numero 744

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dipinti che sembrano fotografie, donne che ammiccano su una tela in una perfezione di forme che lascia senza parole: l’incanto della pittura di Stefano Solimani è innegabile.
Trasfigurazioni”, la personale dell’artista grottammarese, inaugurata alla Palazzina Azzurra lo scorso 6 settembre e visitabile gratuitamente fino al 24 dello stesso mese, non può lasciare indifferenti.
Le 22 opere esposte in Palazzina, e realizzate dal 2003 al 2008, stupiscono, sorprendono e catturano. Soprattutto donne, i soggetti ritratti, ma presentate oltre il reale, oltre la figurazione: trasfigurate per l’appunto. Volti femminili, ma principalmente corpi nudi – o parti di essi – dominano le tele, quasi tutte realizzate con olio e acrilico.
I colori che incantano, la perfezione del tratto, le pieghe delle vesti e della carne, le espressioni estasiate o gli sguardi persi nel vuoto, la staticità e l’isolamento di corpi perfetti, la luce e l’oscurità: Stefano Solimani non lascia nulla al caso, scopre i corpi delle modelle e ne rivela la sessualità che tuttavia sembra a volte statica, quasi sotto ghiaccio.
Le tele parlano dell’autore ma al contempo suggeriscono qualcosa a chi le osserva, come ha sottolineato il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi definendole «costruzioni volumetriche dense di emblematicità e di domande sulla nostra vita interiore». Ed è così, non è possibile scivolare con lo sguardo da un lavoro all’altro senza soffermarsi qualche minuto. Un esempio su tutti, la significativa opera “Pietà”, realizzata nel 2006, l’unico lavoro presente in Palazzina in cui figura un uomo, che è qui disteso, occhi serrati e labbra socchiuse, morente, tra la braccia di una donna che piange, sguardo perso nel vuoto e lacrime che scivolano con una perfezione inquietante sul suo volto inespressivo: un iperrealismo raggelante che suggerisce molteplici chiavi di lettura, nonché un rimando alla Pietà più propriamente cattolica.
Dunque un plauso all’arte e alla meticolosità di Solimani, un artista che ha la precisione e la pazienza di uno scrupoloso artigiano.

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