SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I rischi dell’alcol e i suoi effetti sull’organismo illustrati attraverso delle tabelle affisse nei pubblici esercizi. Entra in vigore martedì 23 settembre l’obbligo per i locali che vendono o somministrano alcolici di esporre i dati per il calcolo del tasso alcolemico, come stabilito dal decreto emanato lo scorso 30 luglio dal Ministero del Welfare. I gestori dovranno esporre le indicazioni del ministero in una posizione che ne garantisca la massima visibilità, pena la chiusura del locale da sette a trenta giorni.

«Le tabelle – precisa il Ministero del lavoro, della salute e della solidarietà sociale – sono finalizzate a informare i frequentatori dei locali sugli effetti del consumo delle diverse quantità e tipologie di bevande alcoliche, per prevenire i danni alcol correlati e in particolare gli incidenti stradali».

Ma ancora prima di entrare in vigore la normativa ha scatenato polemiche e rimostranze da parte di molti gestori di esercizi commerciali per la poca chiarezza sui requisiti che deve avere un locale per esporre o meno le tabelle.

«Le notizie diffuse sull’esposizione delle tabelle per le indicazioni sui tassi alcolemici – ha affermato la Federazione Italiana Pubblici Esercizi – non sono corrette. Si afferma infatti che tali tabelle devono essere affisse da tutti i locali pubblici, quindi anche da tutti i bar e da tutti i ristoranti. Si tratta di un’informazione scorretta, poiché come espressamente indicato nella legge 2 ottobre 2007 n. 160 il provvedimento riguarda il divieto di somministrazione di alcol dopo le due di notte nei locali “ove si svolgono con qualsiasi modalità ed in qualsiasi orario, spettacoli o altre forme di intrattenimento congiuntamente all’attività di somministrazione di bevande alcoliche”».

Il provvedimento quindi non riguarderebbe tutti gli esercizi che somministrano bevande alcoliche, ma soltanto quelli che effettuano intrattenimento e spettacoli. Insomma, certamente rientrano in questa categoria discoteche e pub ma come si devono considerare i ristoranti che magari una tantum fanno piano bar o gli stessi bar che trasmettono le partite vie satellite?

In attesa che il Ministero fornisca ulteriori chiarimenti sulla questione, è possibile consultare le tabelle sul sito http://www.fipe.it/ e conoscere i vari sintomi e reazioni dell’organismo a seconda della quantità di bevande alcoliche assunte.

Ad esempio una birra normale bevuta da una donna di 45 chili a stomaco vuoto (che si stima produca un valore di alcolemia pari a 0,56), può far superare già il limite legale consentito per la guida, fissato a 0,5 grammi per litro. Tra i sintomi, in base alle indicazioni presenti nella tabella, la donna in questione potrebbe registrare cambiamenti di umore, nausea, sonnolenza, stato di eccitazione, riduzione delle capacità di giudizio, riflessi alterati.

La stessa soglia limite verrebbe superata anche da un uomo di 75 chili che bevesse 6 bicchieri di spumante a stomaco pieno.
Valori che, però, spiegano le note inserite dal ministero nelle tabelle, si riferiscono all’alcolemia teorica. Nella realtà gli elementi che entrano in gioco sono anche altri. Per esempio, il fatto di essere a stomaco vuoto o a stomaco pieno, e di aver assunto o no la bevanda nei 60-100 minuti precedenti.

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