GROTTAMMARE – Raffaele Rossi risponde al manifesto dei Verdi, che nei giorni scorsi è stato messo in tutta la città, sul Parco Marino del Piceno. I Verdi appoggiano fortemente il progetto e per questo –per continuare a parlarne e cercare di concludere tutto l’iter il prima possibile, hanno realizzato un manifesto che loro stessi hanno definito «un po’ scherzoso», che riporta la pagina di giornale di Repubblica del 28 agosto di quest’anno, titolo: «Fini sub viola la riserva di Giannutri».Raffaele Rossi risponde: «È tempo che i verdi chiariscono lo scopo reale del Parco marino, oltre alla facile propaganda. Le sorti del nostro mare sono care a tutti, tutti noi vorremmo vedere il mare pulito come un tempo, e non possiamo accettare che si faccia della demagogia.

I verdi oggi sbandierano il Parco Marino, mettendo a credere che sia la soluzione definitiva ad un problema grande e complesso come è il degrado delle nostre coste.

Solo la superficialità di certa politica può credere che allontanando le barche da diporto e da pesca si inquini meno. Di fatto il vincolo più severo del parco è il divieto di navigazione e di pesca in prossimità della costa».

Il danno attuale maggiore, quindi, secondo il consigliere, non sarebbero i pochi pescatori che incuranti delle regole e del buon senso pescano in prossimità della riva, ma l’inquinamento, gli scarichi che provengono dai monti e si riversano nel nostro mare, e continua «Se si volesse veramente migliorare la qualità delle nostre acque marine, si dovrebbe fare una rigorosa politica anti inquinamento lungo tutti i corsi d’acqua del nostro territorio».

Raffaele Rossi pone quindi infine delle domande: «Inquinano di più 100 barche o un intero borgo in prossimità di un fiume senza depuratore? Inquina di più una gara di offshore oppure una fabbrica con il depuratore in tilt che scarica sul fiume? Per quello che riguarda lo scandalo destato dall’escursione “proibita” di Fini a Giannutri, ci chiediamo dove erano i verdi quando la vice sindaco di Grottammare del loro partito, costruiva il manufatto a picco sul mare per pesca turismo, ormai di fatto ristorante. Tanto per ricordare, l’assessore Canducci non ha mai preso le distanze dalla Costanzo, inoltre quando si dimise fu proprio lui a darle piena solidarietà.

Per quanto poco opportuna l’immersione del Presidente della Camera non ha arrecato nessun danno all’ambiente, invece tutti potranno vedere per anni l’impatto ambientale del “Fish”».

E conclude con una proposta «Il tempo della politica demagogica e sterile è passato, i cittadini che hanno più buon senso di quanto certi politici credono, l’azzeramento dei verdi in parlamento ne è la prova. Tanto per incentivare le idee ed il dialogo sull’ecologia invitiamo sin da adesso tutti i Verdi, in primis l’assessore Canducci ad un dibattito pubblico sull’ecologia, cosi finalmente tutti potranno vedere se i Verdi locali oltre a manifesti e qualche pipistrello hanno qualcosa di politicamente interessante da proporre».

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