SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il 29 aprile del 1894, tale Cameli irrompe nel “principale ristorante della città” e accoltella il proprietario, Merlini, sua moglie, due camerieri e tre clienti; poi rivolge l’arma verso se stesso e si infligge 14 colpi. Il luogo del delitto è, forse, la “Osteria del Genio” di via dei Cordari, oggi via Mentana. Cameli è un emigrante che ha fatto fortuna in America e progetta di aprire proprio un ristorante in città, ma è convinto che il Merlini trami contro di lui e gli impedisca di ottenere i permessi comunali. Che abbia ragione o no, l’unico a morire sarà lo stesso folle aggressore.
La storia ce la racconta non un giornale locale, ma il New York Times del 30 aprile 1894. “Fate of an Italian” titola, invece, il Washington Post del primo maggio.

Da alcuni giorni da “Google News” (news.google.com/archivesearch) è partito l’arrembaggio agli sterminati archivi storici di centinaia di giornali di tutto il mondo. Curiosando, si scoprono piccoli fatti di cronaca e storie che incrociano la Storia.

Quella in cui si svolge il delitto dell’osteria, ad esempio, è l’epoca per l’Italia di una gravissima crisi economica, dopo la prima industrializzazione. È l’epoca della “grande emigrazione” italiana: dalle Marche entro il 1915 partiranno in 390 mila. Una cifra enorme in termini relativi, ma una goccia nel mare dei 14 milioni di italiani che partono nello stesso periodo. Un esodo di 24 milioni entro il 1976.
Per una terra che sta accogliendo milioni di emigranti, fatti di sangue come questo diventano storie suggestive. C’è il mito del successo e della ricchezza e l’italiano, il “dago” e cioè l’accoltellatore; c’è il triste destino.
Terra povera anche la nostra, un tempo. Terra di immigrazione, anche se leggera, oggi e terra di buona integrazione. Il destino di quell’italiano di cento anni fa è già scritto, il nostro è da scrivere.

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