dal settimanale Riviera Oggi numero 742
GROTTAMMARE – Tempo di crisi in Italia, si fanno sempre meno giorni di vacanza. Cosa ne pensano le personalità del settore nella Perla dell’Adriatico? Abbiamo ascoltato l’assessore al Turismo Enrico Piergallini e il presidente dell’AOT – Associazione Operatori Turistici Umberto Scartozzi.

Bilancio positivo per l’assessore Piergallini, che afferma: «La percezione è più che sufficiente, non abbiamo dati certi, ma aspettiamo un risultato comunque positivo, senza sognare dati straordinari visto il periodo. Ci attendiamo di segnare un punto di arrivo buono».

Perché questo successo, secondo lei?

«Ha contribuito di certo il cartellone di offerta culturale, molto serrato, ogni settimana ha avuto i suoi eventi, nessun evento è stato disertato ed hanno avuto successo soprattutto quelli gratuiti. Ottimo il Cabaret in piazza Carducci, che ha legato i due fulcri della città, avvicinando zona Ascolani al centro, ottimo anche il Festival Liszt e Piazza Bella Piazza. Abbiamo puntato sugli eventi gratuiti, facendo interagire anche lo sport, le politiche giovanili e commerciali».

Anche secondo il presidente Scartozzi quest’anno sarebbe perlomeno andato come l’anno corso, con però un deficit nel mese di giugno: «È un mese qualitativamente importante specie per il target del turista e per il ritorno promozionale che assicura con la fidelizzazione dello stesso, ma puntualmente come tutti gli anni assistiamo all’immobilismo del nostro Comune nell’attenzione verso i turisti di bassa stagione: non è possibile nè accettabile che si presenti il calendario delle manifestazioni estive 2008 con relativa stampa di materiale addirittura il 10 di luglio». Secondo Scartozzi il problema alla base è la mentalità turistica e la promozione all’estero:«I turisti stranieri calano di anno in anno e ogni iniziativa promozionale in tal senso è affidata ai privati. Ma in fondo come aspettarsi di più dal nostro Comune che, tanto per fare un esempio, i gemellaggi li fa con località sudamericane, tipo del Perù o di Cuba (tra l’altro con finalità differenti da quelli propriamente turistici) oppure organizza corsi di letteratura post-coloniale facendo passare tale iniziativa come promozionale per la bassa stagione».

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