SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A primavera si era parlato della vicenda di un enigmatico divieto nella zona dell’ex Ufficio del Registro, nell’area piazza Val D’Aosta.
Un gruppo di cittadini ne contestava la legittimità. Visure catastali, mappe e perizie, diversi incontri nella casa comunale, sembravano aver dimostrato le loro buone ragioni.

La questione era esplosa in febbraio, con una serie di multe ai malcapitati parcheggiatori. Dopo i lavori di manutenzione, sul lato nord del parco di via Formentini, i parcheggi “blu” erano stati convertiti da tariffa oraria ad affitto. Sul lato opposto, magicamente, un vecchio divieto di fermata era entrato improvvisamente in vigore. Alle ragioni dei multati, erano subentrate quelle – apparentemente poco contrastabili – dei condomini.

Dalle visure risulta, infatti, una fascia di 4,5-5 m dal muro perimetrale di proprietà del Condominio “Apollo”, comprendente almeno parte dell’area del divieto. Una seconda fascia (di 6,5-7 m) di proprietà di Azienda Multiservizi SpA e una terza (di 11,5 m) di proprietà comunale.

All’interessamento cortese dell’Assessore Capriotti, alla disponibilità del sindaco Gaspari, non è seguito alcunché. Meglio, è seguito quello che sembra un tacito compromesso all’italiana: il divieto non viene rimosso, ma si diluiscono i controlli. L’area del divieto è tornata, quindi, ad essere area di parcheggio. Come prima della realizzazione dei parcheggi in affitto, il parcheggio è del tipo speciale: non consentito, ma neanche vietato.

Ovviamente i condomini potrebbero meditare altro tipo di azioni. Non è chiaro, però, se abbiano davvero intenzione di intraprendere la lunga e accidentata strada delle “vie legali”. Non si può che sconsigliare i signori e non si può che consigliare i politici (e i funzionari) di ricercare un compromesso attraverso vie diverse. Attraverso la chiarezza, innanzitutto.

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