SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Condannato con rito abbreviato a 14 anni e sei mesi di reclusione il trentenne Fabrizio D’Intino, per aver ucciso a colpi di fucile lo zio Adamo Cipolloni, in un drammatico 10 febbraio 2007 in via Chienti, nella zona di Porto d’Ascoli.
L’accusa sostenuta dal Pm Ettore Picardi era quella di omicidio volontario premeditato, mentre la difesa rappresentata dal legale Alessandro Angelozzi sosteneva la tesi dell’omicidio preterintenzionale, senza l’aggravante della premeditazione.
Negli spari verso la veranda di Cipolloni, secondo la difesa, c’era solo la volontà di spaventare l’uomo, con cui il D’Intino aveva avuto numerose liti in precedenza. Venne usato il fucile da caccia Breda calibro 12 di proprietà del padre del D’Intino, rintracciato dalla Polizia poco dopo il tragico fatto.
Ma il giudice del tribunale di Ascoli Alessandra Panichi ha accolto la richiesta del pm e ora la difesa di D’Intino, incensurato fino a questa condanna, valuta il ricorso in appello.

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