dal settimanale Riviera Oggi numero 743
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le discariche non sono eterne, costano e nessuno le vuole nel proprio vicinato; i termovalorizzatori e gli inceneritori creano dubbi per potenziali effetti nocivi; differenziare i rifiuti ed avviarli al recupero è un’azione civile e diventa una parziale soluzione ad uno dei più grandi problemi del nostro tempo.
Nel nostro Comune questa idea sta prendendo piede sempre maggiormente, tanto che in soli quattro anni è più che raddoppiato il materiale da mandare al recupero conferito alla ricicleria, gestita dalla Picenambiente nella sua sede a Ragnola.

Questi risultati sono naturalmente legati anche agli incentivi che si hanno rispetto la Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani, fino ad ottenere uno sconto massimo del 30% sul pagamento della stessa se si consegnano 300 Kg annui pro capite di materiale riciclabile.
Abbiamo chiesto ad alcuni cittadini se fossero soddisfatti del servizio e dalle loro risposte ci si rende conto che in tanti si stanno sensibilizzando al problema ecologico e ambientale.
Nazzareno Assenti ha iniziato quest’anno con la differenziata e dice che lo fa più che altro per la conservazione di un ambiente migliore. «Può risultare scomodo dover venire ogni volta alla ricicleria, ma va fatto. Il ritorno economico può essere solo un piccolo incentivo ad una cosa che è però necessaria».
La stessa cosa ci dice Fabrizio Romano che sta scaricando la differenziata insieme alla moglie. «Mia moglie sta facendo il corso di Guardia Ecologica Volontaria, se non lo facciamo noi chi dovrebbe farlo? Teniamo molto all’ambiente in cui viviamo e troviamo anche comodo questo sistema di riciclaggio. Anche l’area utilizzata per la ricicleria, fuori dal centro abitato, ci sembra adeguata». E per quanto riguarda il ritorno economico? «Quello non è importante per noi, anche perché se consideriamo il tempo perso per fare la raccolta e per venirla a scaricare, il carburante per venire ogni volta qui in ricicleria, diciamo che il vantaggio economico si annulla». Laura Consorti, acquavivana, spiega: «Io l’agevolazione sulla Tarsu non la ottengo comunque perché non risiedo a San Benedetto, ma sento molto il problema ambientale e dell’inquinamento, quindi sono costretta a venire qui, dato che il Comune di Acquaviva non è attrezzato per la raccolta differenziata». Della stessa idea sembra essere Cesare Minuto, il quale spiega che l’incentivo dell’agevolazione per lui è ininfluente, il suo scopo è quello di avere una città più pulita e garantire un futuro migliore dal punto di vista del mantenimento delle risorse naturali. Giuseppe Giobbi invece dice che in effetti a lui un’agevolazione della tassa sui rifiuti fa comodo e che lo trova un buon incentivo. «Ritengo che sia importante anche la questione ambientale – aggiunge – ma di questi tempi, guadagnare qualche euro va sempre bene. E questo è un modo per farlo, dando anche un beneficio al territori in cui viviamo».

* ha collaborato Alessandro Rinaldi

servizio video: riprese Alessandro Rinaldi

                      montaggio Oliver Panichi

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