SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La questione dei lunghi tempi di attesa per visite e prestazioni mediche approda nella conferenza dei sindaci della zona 12 Asur. Il manager Giuseppe Petrone afferma che i tempi ottimali sarebbero 30 giorni per una visita e 60 giorni per una prestazione.
«Al Madonna del Soccorso ci attendiamo molto dalle due risonanze magnetiche, da un nuovo metodo di selezione delle domande, già a partire dal medico di famiglia. In tempi in cui si vive più a lungo e ci si controlla di più – ha detto Perone – serve una nuova mentalità, con una più efficace selezione delle pur sacrosante domande dei cittadini al sistema pubblico».
La direzione aziendale della sanità sambenedettese ha poi illustrato alcune novità informatiche sulla gestione delle liste d’attesa, fra cui il progetto Integra.
Contestazioni giungono dall’Ugl provinciale, sindacato presente come uditore alla conferenza: «Siamo delusi perchè la discussione si è incentrata sulla diagnosi e non sulla terapia da adottare. Non è emersa la questione centrale sul recupero della presa a carico del paziente/utente attraverso percorsi ben precisi, regolamentati da una carta dei servizi, che ancora non esiste. Ci vuole equilibrio – prosegue l’Ugl – tra numero di prestazioni erogate in libera professione e numero di prestazioni erogate in regime di pubblica assistenza. Le prime non possono superare le seconde, altrimenti
si verifica che un appuntamento in libera professione si ottiene in tre giorni mentre in regime di pubblica assistenza si ottiene in tre mesi con una sensibile differenza di costi e tempi di esecuzione. Non si può accettare passivamente un sistema non funzionante particolarmente proteso al mercato economico».

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