MARTINSICURO – E’ una lettera di poche ma significative righe quella che Toni Lattanzi ha ricevuto qualche giorno fa e che porta la firma di Ottaviano Del Turco. L’ex governatore d’Abruzzo ha così voluto rispondere all’esponente di Alleanza Nazionale che lo scorso mese di agosto aveva deciso di prendere carta e penna e scrivere al Presidente della Regione in carcere per presunte tangenti. Di seguito, pubblichiamo il testo integrale della lettera.
«Caro Lattanzi, grazie per la tua lettera e per la lealtà che essa manifesta. Sono tornato a casa e sogno tra qualche giorno di essere libero come tutti gli uomini liberi. Non so quanto tempo ci vorrà per chiudere questa vicenda, anche se ne conosco l’esito. Voglio sperare che il processo arrivi presto e che i giudici si comportino con me come si sono comportati con te.

Mi sono imposto di non cedere allo sconforto e di ricacciare la “depressione” che penso sia un “condimento” inevitabile di queste terribili storie. Spero di trovare la forza per essere un uomo dignitoso che non cede alle lusinghe della disperazione. Mi aspettano delle prove durissime. Se mi regge questo stato d’animo allora non solo la mia “fedina penale” sarà pulita. Ma anche, e soprattutto per me, la mia storia personale e politica a cui tengo molto.

Un saluto ed un ringraziamento davvero non formale.

Ottaviano Del Turco».

«Il mio gesto non è stato dettato da desiderio di clamore o di pubblicità – ha spiegato Lattanzi – quanto piuttosto dal bisogno di esprimere solidarietà ad un uomo che si è trovato coinvolto in una triste vicenda giudiziaria. Mi è sembrato giusto sia moralmente che umanamente. Non so se Del Turco sia innocente o meno, e non sta a me giudicare, ma so benissimo cosa si prova ad essere travolto da accuse infamanti, portato via dalla famiglia e rinchiuso in carcere».

Lattanzi, che nel 2002 era assessore all’Urbanistica a Martinsicuro, fu accusato di tentata concussione e abuso d’ufficio, e fu sottoposto a 4 arresti a cui seguirono complessivamente 83 giorni di carcere. La sua travagliata vicenda giudiziaria però si è conclusa nel 2006 con l’assoluzione da tutti i capi di imputazione.

Nella lunga lettera inviata a Del Turco Lattanzi ha ripercorso i momenti salienti e più difficili della sua carcerazione e del processo che ha dovuto affrontare. «Conosco bene i tuoi pensieri, le tue angosce, le tue paure – si legge in un passaggio – ma se sei pulito lotta come un leone e sii sempre fiero di te, che prima o poi le cose si chiariranno. Se invece hai commesso degli errori, il pentimento ti sarà d’aiuto».

«Quando si è coinvolti in questo tipo di vicende giudiziarie – ha commentato Lattanzi – si è travolti anche da una valanga di giudizi sommari che la gente fa senza conoscere lo stato delle cose, senza il minimo rispetto per la sofferenza morale non solo dell’accusato, ma anche e soprattutto per i suoi familiari. E i giudizi talvolta proseguono anche dopo che il Tribunale ha emesso una sentenza definitiva di assoluzione».

Lattanzi, uscito a testa alta dal processo che lo aveva visto imputato, ribadisce la sua totale e piena fiducia nell’operato della magistratura. Nella sua lettera a Del Turco spiega all’ex governatore d’Abruzzo che oltre alla vicenda umana che li accomuna, hanno anche un altro elemento: il giudice Maria Michela Di Fine, la stessa che ha disposto l’arresto di Del Turco e che a suo tempo era stata il giudice relatore nel processo dell’ex assessore di Martinsicuro.

«E’ un magistrato eccezionale – conclude la missiva di Lattanzi a Del Turco – e quindi se tu sei pulito stai tranquillo che la verità verrà presto a galla».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 818 volte, 1 oggi)