SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le complicanze sopravvenute nella trattativa Comune-Fondazione Carisap per l’area Ballarin non sembrano turbare il sindaco Giovanni Gaspari, che ostenta un forte ottimismo.
«Spero in una soluzione a favore del Comune, perché qui c’è una collettività che rischia di perdere una storica occasione per la sua crescita culturale, d’immagine e turistica. Prima risolveremo la questione, poi eventualmente capiremo dove si è verificato un problema di comunicazione».
Già, perché nella vicenda c’è stato qualcosa che sicuramente non ha funzionato per il verso giusto. Perché l’impossibilità della cessione non è balzata fuori prima? «Non mi interessa il club di chi cerca le responsabilità, io voglio risolvere questo problema. Spero nel buon senso del legislatore, perché la ratio della legge sui beni demaniali è evidente».
Il ragionamento di Gaspari è questo: la legge impedisce agli enti pubblici di rivendere a terzi un terreno acquistato dal Demanio (vincolo decennale), e lo fa per evitare speculazioni da parte di coloro che hanno usufruito di un diritto di prelazione che abbassa sensibilmente il prezzo del bene demaniale. Ma se un Comune realizza un’opera pubblica sul bene acquistato dal Demanio, seppur in concorso con un soggetto terzo, si presume che non faccia certo della speculazione. «C’è una logica in questo ragionamento, perciò credo in una soluzione positiva».
E se il Ballarin non potesse essere ceduto per i prossimi dieci anni, quale area offrirebbe il Comune alla Fondazione Carisap per il suo investimento architettonico dedicato alla comunità? Indicativa la risposta del sindaco: «Il Ballarin, io dico il Ballarin, la nostra scommessa è lì».

Ora è tempo di contatti costanti con notai, Fondazione, esperti e luminari del diritto amministrativo, parlamentari a Roma (hai visto mai un emendamento alla prossima Finanziaria…), ipotesi di vendita con riserva di proprietà, alchemie contrattuali.

Ora per Gaspari è anche tempo di sassolini dalla scarpa da togliere, anzi spingere via: «Qui se la questione non si risolve ci rimette la città. Come si fa a non capirlo e a gioire per un eventuale insuccesso? L’opposizione crede nel motto “tanto peggio tanto meglio”. Chissà se un giorno capiranno quanto sbagliato è questo ragionamento. Noi non abbiamo avuto problemi a confermare le intuizioni di quando governavano loro, come l’affidamento dello studio al Nomisma».

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