GROTTAMMARE – E’ una festa in famiglia quella che si è svolta in Piazza Pericle Fazzini, che ha accolto con calore i ragazzi del Grottammare 1899, la società al gran completo, con i suoi 250 giovani e giovanissimi che ogni giorno faticano e crescono correndo dietro ad un pallone e naturalmente con la prima squadra che con il nuovo allenatore e una rosa irrobustita ha appena iniziato la stagione 2008-2009 del campionato nazionale di serie D.
Sfilano sul palco gli Esordienti di Mister Antolloni, i Giovanissimi Provinciali guidati da Marco Straccia e gli Allievi Regionali assieme al tecnico Olivieri ed infine gli Juniores Nazionali con il loro allenatore Filippo Poggi.
Spetta al sindaco Luigi Merli augurare un sentito in bocca al lupo agli atleti, approfittando dell’attenzione dei tifosi presenti per lanciare un appello : «Spero che in futuro ci possa essere più attenzione intorno alla squadra da parte di tutta la città, a questi livelli spesso non esistono onori e prime pagine e la grande passione che ci anima deve fare i conti con i costi di gestione. Mi appello alle forze economiche della città perché questo peso non debba gravare sulle spalle di pochi» .
Il primo cittadino abbandona poi il palco per lasciare le luci della ribalta alla prima squadra che sulle note dell’inno ufficiale si mostra al completo tra pezzi di storia e nuovi acquisti. La squadra cercherà di ripetere l’ottima stagione passata ma il nuovo Mister, Rosario Scarfone, non vuole sbilanciarsi : «C’è tanto entusiasmo ma costruiremo gli obiettivi strada facendo».
C’è emozione nell’aria, quando il presidente, Amedeo Pignotti, rievoca i dieci anni di gestione della squadra, ed i numerosi traguardi raggiunti : «I momenti più belli? Sono due, quel pomeriggio del 2003 tra le montagne di Montorio quando abbiamo conquistato l’Interregionale e poi quel giorno a Sorrento quando abbiamo ritirato il premio Disciplina, categoria Juniores Nazionale, perché questa società non fa solo sport ma è una scuola che ha tanto da insegnare ai giovani» e sulla stagione in corso : «Non mi sono mai posto obiettivi in questi anni, ma abbiamo l’obbligo di fare bene, di dare tutto. Si parlava già di fare il funerale alla squadra ma se qualcuno ci aspetta in Chiesa sappia che la bara non arriverà mai».

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