SAN BENEDETTO DEL TRONTO – San Benedetto come Springfield, l’immaginaria cittadina nata dalla fantasia di Matt Groening (il creatore dei “Simpson”), la cui economia si regge grazie ad una centrale nucleare? Mai dire mai.Dopo che, la scorsa primavera, si era parlato di una centrale nucleare nella zona di Monteprandone, adesso l’ipotesi più accreditata è quella di utilizzare la Riserva Naturale della Sentina. Naturalmente questa idea è osteggiata dai gruppi ambientalisti sambenedettesi.

Andrea Marinucci, capogruppo dei Verdi in Consiglio Comunale, non ci va per il sottile: «Ce ne sarebbe per un’immediata insurrezione popolare ma i sambenedettesi sono lenti e per incazzarsi aspetteranno quando vedranno muoversi la macchina nucleare sotto casa loro».

Al Ministro dello Sviluppo Economico Scajola, Marinucci scrive che «se vuole fare lo sconto sulla bolletta alle città con centrale nucleare, non ci sono problemi: speriamo che nel suo giardino accolga una discarica di scorie nucleari, e la bolletta gliela pagheremo noi».

Secondo Marinucci, la costruzione di una centrale richiede un dispendio economico notevole, oltre che altrettante risorse per la loro manutenzione e gestione oltre che per la messa in sicurezza delle scorie nel corso dei secoli: «Moody’s, la nota agenzia di rating (valuta l’affidabilità dell’investimento) ha stimato che il prezzo reale di una centrale nucleare arriverebbe a 4.000 euro per ogni Kw di potenza, mentre l’equivalente prodotto con l’eolico attualmente si aggira sui 3.000 euro».

Secondo Marinucci, poi, i tempi di realizzazione sono molto lunghi (dieci anni per l’esponente ambientalista): «Invece fra tre o quattro anni il solare dovrebbe diventare conveniente rispetto al nucleare anche senza finanziamenti pubblici: avremmo da isolare 10 milioni di tetti, un’impresa che rilancerebbe l’economia italiana perché i tetti non si possono isolare in Cina, sono qui. Senza parlare del discorso della sicurezza delle centrali nucleari, come dimostrato dai recenti incidenti in Francia e Slovenia, e la loro fragilità come obiettivi terroristici: le centrali sono convenienti solo a chi le deve costruire».

Per questo, termina Marinucci, «in Consiglio Comunale coinvolgerò tutte le forze politiche affinché il nostro territorio venga dichiarato indisponibile ad ospitare una centrale, tenuto conto anche della evidente vocazione turistica di San Benedetto e dell’alta densità di popolazione».

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