TERAMO – La Provincia di Teramo pubblica una guida informativa per la comunità cinese residente. L’opuscolo verrà presentato venerdì 12 settembre alle ore 11 nel corso dell’iniziativa “AvviCina” e contiene 148 pagine di informazioni in italiano e in cinese sulle istituzioni, sul mondo della scuola, sulla sanità, ma anche sugli enti e sugli organismi che si occupano di impresa e lavoro.

All’evento parteciperanno sia le autorità locali che i rappresentanti dell’Ambasciata e del Consolato della Repubblica Popolare Cinese.

A differenza delle altre regioni italiane, l’immigrazione cinese in Abruzzo, ed in particolare nella provincia di Teramo, è un fenomeno abbastanza recente.

I primi insediamenti consistenti sono stati registrati negli anni Novanta, fino ad un aumento esponenziale rilevato negli ultimi anni (da 294 cinesi residenti nel 2000 a 1.551 nel 2005). Alla fine del 2006, secondo gli ultimi dati forniti dai Comuni, i cinesi provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese e regolarmente presenti in provincia di Teramo sono 2.174 (1.193 uomini e 981 donne).

Quella cinese è la seconda comunità geo-culturale più importante nel territorio teramano dopo quella albanese e vanta un trend di crescita sostenuto.

Il comune dove è più numerosa la comunità cinese è Alba Adriatica con 333 residenti (192 uomini e 141 donne), seguito da Martinsicuro, con 267 residenti (143 uomini e 124 donne). Mentre a Teramo città, nel 2000, erano residenti solo 12 cinesi, nel 2006 si registrano nel capoluogo di provincia ben 225 cinesi (129 uomini e 96 donne).

Le aree di insediamento maggiormente interessate sono le zone costiere, in relazione alle attività occupazionali tradizionalmente legate alla ristorazione e al commercio, e la Val Vibrata, soprattutto per le nuove attività intraprese nel settore artigianale, specialmente il tessile.

«Per la comunità cinese – scrive nella presentazione all’opuscolo l’assessore alle Politiche Sociali, Mauro Sacco – la famiglia resta il principale gruppo di riferimento, laddove i legami parentali costituiscono una concreta rete di organizzazione sociale, la base per il mantenimento della propria identità culturale. Tale ‘autosufficienza’ del gruppo familiare fa sì che il capo famiglia sia l’unico ad avere contatti con il mondo esterno e le istituzioni, da cui deriva una scarsa integrazione con il tessuto sociale. E’ proprio questo deficit che finora ha reso la comunità cinese la più sconosciuta e la più difficile da raggiungere attraverso i progetti di inclusione sociale sul territorio. Per cercare di superare questa ‘lontananza’ attraverso un ideale ponte, la Provincia di Teramo ha deciso di realizzare questo opuscolo che si propone di essere uno strumento utile e di facile consultazione».

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