MARTINSICURO – La “pastorellosi” è la malattia che ha causato anche a Martinsicuro la moria di cefali nei giorni scorsi. Il sindaco Di Salvatore e l’assessore all’Ambiente Vagnoni hanno infatti interpellato l’Istituto Zooprofilattico di Teramo, il quale ha ribadito che la morte dei pesci è da ricondurre ad una malattia infettiva specifica di natura batterica non zootecnica, che non presenta pericolo di contagio nè per specie diverse né per l’uomo.

«Il consiglio da dare ai cittadini – si legge in una nota congiunta – è quello di non cibarsi dei cefali trovati morti sulla battigia o di quelli che si lasciano catturare a mani libere, in quanto gli stessi sono certamente già affetti da contagio.

La semplice osservazione che la moria riguarda solo una specie di pesci induce a comprendere come sia da escludere l’inquinamento ambientale e soprattutto il sostenere, come qualcuno ha già fatto attraverso la stampa, che tutto dipenderebbe dall’inquinamento del mare».

La stoccata del sindaco e dell’assessore è rivolta ai Verdi di Martinsicuro che avevano ricondotto la morte dei pesci a probabili scarichi inquinanti riversati in mare.

«Sono delle osservazioni assolutamente infondate e che non sono mai state comunicate dall’Istituto Zooprofilattico all’amministrazione di Martinsicuro. Anche in questa circostanza – conclude la nota – si è persa l’occasione di tacere».

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