GROTTAMMARE – Riduttivo concedergli l’appellativo di diesse: Pino Aniello è molto di più per il Grottammare. Iniziò 15 anni fa (1992/93) come allenatore, l’anno seguente non fu riconfermato ma nel 1995 tornò come responsabile dell’area tecnica e da allora ha servito questa società con grande umiltà, impegno e passione.
Gioie e delusioni si sono rincorse per 13 anni senza mai demoralizzalo. Non lo è neanche dopo la sconfitta subita dai biancocelesti ad Agnone: «Sono stati determinanti il caldo, l’uscita dopo undici minuti per infortunio di Curzi su cui avevamo improntato la gara e paradossalmente la superiorità numerica che ci ha spinto a sbilanciarci e a subire il contropiede fatale» ha spiegato Aniello.
« Il pareggio era il risultato più giusto – ha proseguito – abbiamo perso contro un buon avversario costituito da buoni elementi come Aquaro e Orlando».
E su chi sostiene che il Grottammare non è competitivo, risponde: «La squadra non è affatto scarsa. Abbiamo intenzione di rinforzarla prendendo almeno 2 o 3 elementi ma più per quantità, essendo solo 18 in rosa che per necessità urgenti. Intanto è tornato dall’Ancona Puglia che ha subito esordito domenica».
«Comunque non permetto a nessuno di parlare male del Grottammare. Questa rosa ha alemno 13-14 elementi che giocano in Serie D da tanti anni. A buon intenditore poche parole». Sul nuovo tecnico, invece, Aniello dice che «Scarfone è un buon allenatore. Da quando è arrivato ho visto i ragazzi lavorare meglio e in maniera più partecipe, la mentalità iniziale è buona»
Sul prossimo avversario, questa è l’opinione del diesse: «Il Fano è un’ottima squadra che vanta tra le sue fila gente come l’ex Ionni, ma soprattutto una coppia da gol straordinaria: Bartolini (altro ex che fece 16 gol) e Chiarabini. Non mi sorprenderebbe se ripercorresse le orme della Sangiustese dello scorso anno».

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