SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La moria di cefali lungo i litorali rivieraschi e del vicino Abruzzo è stata causata non da fenomeni di inquinamento ma da un batterio, che non è patogeno per gli esseri umani.
Sono le conclusioni dei test compiuti dai veterinari sugli esemplari ittici rinvenuti lungo la spiaggia nel corso degli ultimi giorni.
Un fenomeno naturale, secondo quanto sostengono i dottori Manfredo Fortunati e Nicola Ferri, rispettivamente dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche e dell’ente omologo per Abruzzo e Molise.
«Il fenomeno si verifica ogni due o tre anni per l’azione di batteri specie-specifici che attaccano solo la specie dei cefali. Appartengono al genere pasteurella, come evidenziano gli esami autoptici, e determinano una malattia nota come pasteurellosi. Proliferano in certe condizioni di ossigeno, salinità, temperatura, la malattia è frequente nelle specie in allevamento».
Il direttore del dipartimento Arpam di Ascoli dottor Angelo Goglia, dal canto suo, esclude ogni forma di inquinamento ambientale in seguito ai sopralluoghi compiuti, alle analisi specifiche e alle analisi di routine sulle acque costiere, che da aprile a ottobre si fanno a cadenza quindicinale.
L’assessore all’Ambiente del Comune di San Benedetto difende l’operato dell’amministrazione in questa “crisi d’immagine” legata ai troppi pesci morti in spiaggia, avvenuta in un settembre ancora caldissimo: «Non c’è nessun pericolo per la popolazione – afferma Paolo Canducci – e se ci fosse stato non avremmo esitato ad avvertire i bagnanti. Abbiamo avuto segnalazioni della moria di pesci fin da due settimane fa e l’Arpam due giorni dopo ci tranquillizzò sulla pulizia dell’acqua. Le bombe di pescatori incivili? Quei pesci non ne portano i segni. La Picenambiente nel frattempo ha provveduto ripetutamente a pulire l’arenile dai cefali morti».

Per quanto riguarda le presunte rane morte nel fosso collettore della Sentina, segnalate da un lettore di rivieraoggi.it, il consigliere comunale dei Verdi Andrea Marinucci afferma: «Non ne sono a conoscenza, ho chiesto di ricevere foto, ma non mi sono state inviate.Di solito le rane scappano quando periodicamente il fosso viene pulito».
Il sindaco Giovanni Gaspari aggiunge: «Ci siamo allarmati all’inizio, ma poi ci hanno subito rassicurato, e noi abbiamo rassicurato gli operatori turistici e quindi i turisti». E con una battuta conclude: «Ora non si potrà più dire di qualcuno che è sano come un pesce».

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