SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Moria di pesci lungo le spiagge sambenedettesi e truentine: c’è un certo allarme fra la popolazione.
Oggi sulla spiaggia della Sentina sono stati trovati altri esemplari ittici senza vita lungo la battigia, in maggioranza cefali.
C’è preoccupazione, sembra poco credibile che la situazione sia dovuta solo al deprecabile comportamento di qualche pescatore che decide di buttare piccole bombe in mare aperto fra i banchi di pesce, per una pescata più agevole.
O a barche che gettano in mare il pescato in eccesso.
Martedì il sindaco Giovanni Gaspari e l’assessore all’Ambiente Paolo Canducci esporranno i dati in loro possesso nel corso di una conferenza stampa che si terrà in municipio.
Ancora non sarebbero pervenuti i dati dall’Arpam sulla salubrità delle acque, tantomeno le analisi compiute sui pesci morti dall’Istituto Zooprofilattico di Fermo. Questi ultimi dati potrebbero pervenire lunedì sera e quindi dovrebbero essere esposti dal sindaco e da Canducci.
Ricordiamo che le prime parziali diagnosi fatte dall’istituto Zooprofilattico di Teramo sui cefali morti trovati nei giorni scorsi sulle spiagge martinsicuresi hanno rilevato che con grande probabilità i pesci sono stati vittime di intossicazione.
L’IPOTESI ALGA TOSSICA In questi giorni anche nelle Marche si fa un gran parlare della microalga Ostreopsis Ovata. Secondo l’Arpam la sua concentrazione è diminuita in qualche tratto del litorale di Numana, mentre altri tratti di quella zona sono di nuovo balneabili. In alcuni punti la concentrazione non è però inferiore al livello di allerta (10.000 cellule/litro). L’alga è assente nell’acqua di Porto Recanati.
L’alga Ostreopsis si nutre di sali di azoto e di fosforo, contenuti negli scarichi fognari mal depurati, prolifera grazie alla luce e al calore, quindi nei mesi estivi, ed è tossica, anche se in maniera lieve per gli uomini.
Cerchiamo di saperne di più, citando un’intervista rilasciata due anni fa a Il Giornale da Franco Palmieri, ricercatore ligure studioso del fenomeno. Si sostiene che il sistema di depurazione delle acque in Italia ha delle carenze: «L’efficienza di depurazione dei nostri impianti, come di altri in Italia, è ancora lontana dalle direttive europee datate 1991 – dichiara Palmieri al quotidiano milanese – eppure anche il massimo esperto dell’Ostreopsis, il professor Yasumoto, a Genova, nel convegno organizzato da noi sull’alga, nel dicembre scorso, ha dichiarato che non si sente di collegare la tossicità dell’Ostreopsis all’inquinamento del mare. In altre parole l’alga può essere presente ma non essere tossica. Il problema è scoprire cosa ne provoca la fioritura e dunque la tossicità».
Sembra che il fenomeno dei cefali morti però, più che all’alga tossica, possa esser legato a fenomeni di anossia momentanea, cioè mancanza di ossigeno.
Che però può verificarsi per la presenza di agenti inquinanti legata agli scarichi fognari, i quali a loro volta sono una delle condizioni per la fioritura dell’alga, insieme alle alte temperature, al mare poco mosso e all’alta pressione atmosferica. Insomma, si torna sempre al fattore inquinamento.

Attendiamo i dati delle agenzie competenti per avere un quadro più nitido.

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