Samb. Inizio col dire che, come minimo, non mi sembra saggia la decisione societaria di attuare un semi-silenzio stampa. Perchè lascia pensare a semplici convergenze economiche, escludendo in tempo reale la gran massa del popolo sambenedettese, che non hanno ragione di esistere nel campo dell’informazione. Affari loro, dei Tormenti cioè. Ricordo semplicemente che, nonostante i ricchi contratti Sky-società di calcio, quando una squadra ha attuato il silenzio stampa esso è stato totale o particolareggiato con tanto di motivazione verso una singola testata. E’ accaduto un anno fa alla Rai. Comunque credo che ognuno continuerà a fare il proprio lavoro, non finirà il mondo, seppur in mancanza di una collaborazione totale (tra squadra-tifo-società-stampa) che, secondo me, è alla base di successi sportivi importanti. La mancanza di serenità facilita gli errori.
Ma veniamo a quello che dovrebbe essere il contendere che ha portato i Tormenti a tale decisione: il fatto che alcune pagine locali di quotidiani abbiamo rivelato di una trattativa in corso per la cessione della società. Pare, leggendo alcune dichiarazioni virgolettate che sia così ma è anche stranissimo il modo con cui la società rossoblu sta cercando di smentire o di arrabbiarsi per l’accaduto. Non ricorrendo ad un vero silenzio ma facendo in modo che le loro dichiarazioni pubbliche arrivino al popolo (con il passavoce prima o poi arrivano a tutti) tramite canali privilegiati. Che silenzio stampa è? Anzi: non è un silenzio stampa. Lo chiamino quindi in altri modi.
Comunque, in riferimento ai tantissimi commenti arrivati al nostro giornale, ritengo che il compito della stampa è sì quello di riportare eventuali trattative in corso ma principalmente di vigilare su l’attendibilità (lo dice bene in un suo commento il lettore “sbtcapoluogo”) dei contraenti. Lavoro che (ce lo hanno ricosciuto in tanti) abbiamo fatto egregiamente noi di Sambenedetto Oggi con i vari Venturato, Agnello, Soldini, Paterna eccetera. Per non parlare di Di Stanislao, l’anno passato presidente del “fallito” Lanciano, del quale ricorderete tutti le locandine (ne ho conservata qualcuna) davanti alle edicole o gli articoli sempre positivi nei suoi riguardi e negativi verso chi non voleva incontrarlo. L’inganno in questi casi è gravissimo. Come ho sentito nel tempo tantissimi altri nomi (che noi trascurammo) poi finiti nel nulla.
Per quel che riguarda l’attuale potenziale acquirente Paoloni abbiamo già detto e scritto quanto dovevamo, basta fare una ricerca storica per aggiornarsi. Non c’è sembrato giusto riprendere in considerazione l’argomento. Poi magari si vince all’Enalotto e tutto cambia… Ci credo poco. Io dico semplicemente che, se la Samb va a finire in mano a persone che non danno trasparenti garanzie, chi lo fa non dimostra di amare i nostri colori. Noi continueremo a dare il nostro contributo affinché ciò non accada più. Il risalto lo daremo soltanto a trattative che noi riteniamo serie e affidabili. Punto.
Foodinvest. Riallacciandomi al discorso Samb mi preme rammentare alcune differenze. Mentre le pagine locali di quotidiani importantissimi facevano cronaca sulla triste vicenda Foodinvest (ex Surgela), noi facevamo la stessa cosa ma anche cercavamo di capire insieme a voi chi fossero i potenziale acquirenti, Alessandro Pignoletti. Adesso pare che la trattativa si sia saltata definitivamente su richiesta-imposizione di chi di dovere. Rileggere le cronache e i commenti di quei giorni per credere.

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