SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’idea di istituire un Parco della Civiltà Marina risale formalmente al luglio 2006, quando un gruppo di sambenedettesi, tra cui l’ex assessore alle Attività Produttive Nazzareno Torquati, consegnarono al Comune alcuni documenti contenenti le idee di base per la realizzazione dell’opera nell’area Ballarin (clicca qui per leggere il precedente articolo e i documenti allegati).

Da allora sono passati due anni, la politica ha fatto – sembra – le sue scelte: la cessione dell’area (riscattata dal demanio per 800 mila euro) alla Fondazione Carisap con una donazione modale, con conseguente realizzazione di una struttura architettonicamente rilevante, che poi è stato deciso sarà affidata all’architetto Bernard Tschumi, svizzero, uno dei nomi rilevanti dell’architettura mondiale.

Ipotesi, questa, contestata duramente dal gruppo promotore del Parco della Civiltà Marina, che vorrebbe invece soluzioni “autoctone” (il progetto del Parco è stato realizzato dall’architetto sambenedettese Vincenzo Acciarri). Aspetti che si possono discutere, senza trincerarsi negli opposti provincialismi di chi è pronto ad avversare personaggi di indubbia qualità come Tschumi e, contemporaneamente, quello di chi apprezza solo un nome riconosciuto dall’establishment, senza accorgersi delle qualità esistenti in città e nel suo territorio.

Il punto fondamentale della lettera inviata da Nazzareno Torquati al nostro giornale – argomento di cui ci occuperemo a fondo e con costanza – riguarda, semmai, il “contenuto” da dare all’area del Ballarin. Perché fino ad ora nessuno ha espresso indicazioni o pareri nel merito dell’intervento della Fondazione Carisap e di Tschumi, al di là di una generica realizzazione di una “sala polifunzionale“, che può significare molto, ma anche nulla.

Insomma: chi deciderà come fruire dell’area? La Fondazione Carisap? Bernard Tschumi? Il sindaco? La giunta? Il consiglio comunale? O forse non sarebbe il caso di coinvolgere tutte le parti portatrici di interesse? Non solo il Comitato di Quartiere San Filippo e il Comune di Grottammare, ma anche le associazioni industriali, turistiche, commerciali, ambientaliste della città?

Il Parco della Civiltà Marina sembra una proposta di peso e concreta; ce ne sono altre? Avrebbero lo stesso impatto? Sono solo alcuni suggerimenti che giriamo all’intera cittadinanza e ai nostri lettori, nella speranza di favorire un ulteriore scambio di idee e di evitare errori dovuti alla fretta e alla mancanza di valutazione di tutte le opportunità e necessità esistenti.

Chiudiamo con una piccola presa di posizione rispetto alle critiche espresse da Torquati verso l’attuale giunta: crediamo che l’errore più grande sia quello di non aver dato, in due anni, alcuni tipo di risposta ai cittadini che hanno proposto un progetto di siffatta concretezza. Ci si è concentrati sul processo formale, senza attivare alcun tipo di discussione seria sul “cosa”, sulle necessità cittadine. Tuttavia, si è allacciata una collaborazione con un partner importante come la Fondazione Carisap e, soprattutto, si è ancora in tempo per riempire le forme di contenuti. Purché non si perda ulteriore tempo.

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