GROTTAMMARE – Pieno periodo estivo, il dopo ferragosto, e si continua a parlare di rumore sul lungomare. Il Presidente dell’Associazione Operatori Turistici, Umberto Scartozzi – proprietario anche del camping Don Diego – risponde alla lettera di Natalino Mori, direttore dello stabilimento balneare grottammarese “Mojito”, pubblicata nei giorni scorsi dal nostro giornale.

Un breve riepilogo: la diatriba si è aperta agli inizi di agosto, quando un residente di via Marconi si lamentava dei rumori (Rumore: macché discoteche, i cittadini si lamentano di Cabaret amoremio!); alla lamentela ha risposto Scartozzi, affermando che effettivamente il rumore estivo è insostenibile, addizionando oltre ai rumori “turistici”, come musica alta, anche il rumore dei mezzi della spazzatura ( Scartozzi: «Rumore estivo insostenibile»). Risponde allora Mori affermando che è necessario “lavare i panni in casa” per non dare un’immagine distorta ai turisti di Grottammare e che l’estate è il periodo clou per il turismo ( Mori risponde a Scartozzi: «È sempre meglio lavare i panni in casa» ).

Risponde ora Scartozzi a Mori, affermando che sembra quasi che con le sue risposte si sia sostituito al vice sindaco con delega al Turismo: «La cosa paradossale è che Mori si sostituisce al Sindaco e risponde al sottoscritto su questioni indirizzate e che competono esclusivamente il Comune» affermando che Mori sembra essere in questo caso “l’uomo ombra” del Sindaco, e che «le affermazioni di Mori non fanno che confermare quelle “verità nascoste” che poi così nascoste non lo sono così tanto». Ricordiamo, comunque, per dovere di cronaca, che Natalino Mori è anche il segretario comunale del Partito Democratico.
La diatriba si sta spostando da un argomento di interesse cittadino, come il rumore, a questioni personali. E Scartozzi consiglia a Mori un «buon esame di coscienza e a portare rispetto sia nei confronti degli operatoti turistici che fanno turismo sul serio e sia nei confronti di tutte quelle persone residenti nel lungomare sud che da almeno 4 anni subiscono il disturbo prodotto dal suo locale».

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