dal settimanale Riviera Oggi Estate numero 734
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In Riviera esiste chi dal passato trae beneficio, chi impara dalla storia della musica. Mai sentito parlare di rock progressive? Eppure nei seventies era la nuova frontiera della musica.
Il Prog ha avuto la condanna di essere un genere di nicchia, ma ci siamo dimenticati qualcosa che i Fairklang ci spiegheranno bene.

Nati nel nuovo secolo e stabilizzatasi la line up nel 2005, la band sambenedettese vede Andrea De Blasi alla voce, Luigi Albanesi al basso, Luca Monaldi alla chitarra, Stefano Sguerrini alle tastiere e Daniele Santini alla batteria.

Luigi, perchè i Fairklang sono prog?
«L’idea iniziale era quella di studiare dal passato per poi passare ad una fase successiva, con la preparazione di canzoni inedite».

Avete raggiunto questo livello più avanzato nel produrre musica?
«Per un piccolo periodo certamente, ma abbiamo avuto defezioni continue con rimaneggiamenti nella formazione. Soltanto da poco possiamo dire di essere “stabili”. In realtà abbiamo un solo inedito che si intitola “Primo incontro/Non tornerai” della durata di 12 minuti, una composizione con diversi temi».

Chiaramente essere prog significa scegliere una via difficile e affascinante: cosa vi influenza di più in questa corrente?
«Stiamo riscoprendo il rock progressive nella sua fase matura. Potremmo citare gruppi come i King Crimson, i Genesis, Emerson Lake & Palmer, la nostra Pfm. Da poco abbiamo aggiunto un ingrediente, come la psichedelia dei Pink Floyd e dei The Doors, o addirittura le escursioni oniriche dei Beatles».

Daniele, ci sono molte definizioni di Progressive. Per voi cosa conta davvero?
«La cosa che ho imparato in questi anni è che tanti musicisti e/o ascoltatori confondono il Prog con l’esasperato contenitore per la tecnica o la pomposità musicale un po’ barocca. Niente di più sbagliato, poiché questo genere è l’espressione di una ricerca continua nel campo della musica, è una “non etichetta” per le sue proprietà e per lo spirito con cui molte storiche band hanno suonato».

Progressive quindi si è e non si fa. Chi lo è oggi?
«Un nome che tutti conoscono, i Radiohead. Le parti compositive delle loro canzoni incarnano alla perfezione lo spirito prog, soprattutto in questi ultimi album e nelle sperimentazioni elettroniche».

Cosa c’è nel vostro futuro?
«Ci piacerebbe suonare la nostra musica dal vivo più spesso e anche d’inverno, poi registrare il nostro primo lavoro inedito. Intanto sul nostro sito (www.geocities.com/fairklang) e sul nostro myspace (www.fairklang.splinder.com) è possibile ascoltare parte dei nostri brani».

Servizio video a cura di Oliver Panichi

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