Felice Di Maro*

“La storia siamo noi”, la trasmissione che è andata in onda sulla rete 2 della Rai, mercoledì 23 luglio 2008, ha presentato la vicenda Peci e la tragica fine di Roberto, fratello di Patrizio, il primo pentito d’Italia delle Brigate Rosse.
Roberto Peci è stato ammazzato dalle Brigate Rosse il 3 agosto del 1981 ed è stata una vendetta trasversale. Il filmato ha presentato documenti importanti. Ma, poiché San Benedetto del Tronto non è una metropoli come Milano, ad esempio, dove le vicende legate al ’68 sono state rievocate con diverse iniziative, penso che a livello nazionale e quindi su un canale Rai che ha molti telespettatori anche fra i giovani, era il caso di presentare anche il quadro economico e sociale degli anni settanta e inizio ottanta.
Purtroppo in quegli anni non c’erano prospettive di inserimento sociale regolare in quanto faceva da padrona quella che era la “Democrazia Cristiana” alla quale si contrapponeva un Pci che faceva solo propaganda ma poi non assicurava percorsi esistenziali degni di questo nome.
A San Benedetto del Tronto e in Italia chi non era almeno un elettore attivo di questo partito non aveva diritto di vita. E, vi assicuro chi non era attivista del Pci in pratica non aveva nessuna tutela nella società quando si impegnava in lotte sociali legate all’occupazione.
I disoccupati organizzati di Napoli sono stati un esempio eloquente: erano organizzati in prevalenza in Lotta Continua. L’emigrazione, o interna o all’estero, era l’unica possibilità per i giovani di allora. Le condizioni sociali erano pessime e l’odio di classe imperava ed era forte la voglia di riscatto. Riscatto che per molti non c’è mai stato e continua a non esserci.
“La storia siamo noi”, presentando la vicenda Peci ed anche il quadro famigliare profondamente segnato aveva il dovere di presentare anche gli aspetti negativi della classe dirigente politica dell’epoca che faceva clientelismo nell’ambito di un sistema di potere che operava con vigliaccheria e disprezzo. Sistema del quale oggi non si vuole parlare.
Non ho visto il documentario andato in onda su Sky. Sarebbe una ottima iniziativa presentare alla città l’intero documentario e fare un dibattito e, perchè no, anche un confronto con i democristiani e membri del Pci di allora.
*Un lettore

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