TERAMO – l’Abruzzo fra un anno come la Campania, ossia una discarica a cielo aperto. La capacità di conferimento delle discariche abruzzesi si sta infatti esaurendo rapidamente e se non verranno presi provvedimenti a stretto giro di tempo gli scenari inquietanti che si sono verificati a Napoli potrebbero ripetersi anche in molte città abruzzesi. In base ad un monitoraggio effettuato dal Corpo Forestale dello Stato della provincia di Pescara, le attuali discariche regionali di Casoni, Cerratina, Colle Cese hanno una capacità residua di circa 5-600 mila metri cubi, mentre in Abruzzo si producono ogni anno 750 mila metri cubi di spazzatura. In base alle previsioni quindi tra giungo e dicembre 2009 l’Abruzzo potrebbe trovarsi nell’emergenza rifiuti.

In seguito al monitoraggio la Forestale ha informato della situazione il Prefetto di Pescara, che ha chiesto chiarimenti alla Regione e ha informato della questione anche il Ministero dell’Ambiente e degli Interni.

Particolarmente critica è la situazione nel Teramano, in vista della chiusura dell’ultima discarica disponibile di Notaresco, anch’essa in via di esaurimento. Attualmente infatti Teramo e una parte dei comuni della provincia conferiscono i rifiuti a Colle Cese di Spoltore, mentre la Val Vibrata si serve della discarica di Cerratina di Lanciano.

Tra le soluzioni suggerite dalla Regione ci sarebbe quella di realizzare per ogni Ato almeno una grande discarica e due discariche medie e cominciare a valutare l’ipotesi di realizzare dei termovalorizzatori.

Altro elemento indispensabile poi dovrebbe essere l’aumento della percentuale di raccolta differenziata in Abruzzo, attualmente fermo ad un misero 18,45% con un aumento nel 2007 di appena il 2,5% rispetto all’anno precedente.

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