VAL VIBRATA – In base ai dati di Goletta Verde, la nave di Legambiente che solca le acque italiane analizzando lo stato di inquinamento di mari e fiumi, è stato rilevato che i fiumi della Val Vibrata non godono di ottima salute. Se il torrente Vibrata risulta leggermente inquinato (con valori al di sopra di un parametro oltre i limiti), invece il fiume Tronto versa in pessime condizioni: lo stato di inquinamento delle acque è addirittura superiore di 10 volte ai parametri stabiliti dalla legge.

Le analisi di Goletta Verde sono un’istantanea dello stato di salute del mare e quindi frutto di un campionamento puntuale che, lungi dal voler sostituire le analisi complete ed ufficiali degli enti preposti, intendono essere campanello d’allarme per situazioni critiche che necessitano maggiori controlli.

Legambiente ha lanciato un monito alle amministrazioni comunali affinchè vengano presi in tempi brevi seri provvedimenti in grado di risollevare le condizioni dei fiumi, per evitare di mettere a rischio lo stato di salute del mare e dei cittadini.

Rispetto allo scorso anno sono rientrati nei valori ottimali le acque del mare di Pineto e Tortoreto che tornano nei limiti di legge dopo i risultati preoccupanti dello scorso anno.

Molti altri fiumi in Abruzzo però, come il Tronto, sono risultati fortemente inquinati (come ad esempio il Sangro, il Moro, il Feltrino e il Saline).

Il risultato, purtroppo, non meraviglia Legambiente che ha assegnato alla regione Abruzzo la bandiera nera nel 2008 per aver approvato la cosiddetta “Legge Fogna”: norma, in contrasto con la direttiva europea 91/271/CE, che abbassa per alcuni agglomerati urbani i limiti per gli scarichi degli impianti di depurazione, riportandoli a parametri inferiori a quelli previsti dalla Legge Merli del 1976.

«Quella delle foci diventa una questione sempre più difficile per molte località italiane – dichiara Elisabetta Galgani, portavoce di Goletta Verde – Anche l’Abruzzo conferma una tendenza negativa riscontrata da Goletta Verde. Molto spesso mancano impianti di depurazione oppure quelli esistenti non funzionano. Servono immediate risposte da parte delle amministrazioni per evitare che le foci diventino discariche e mettano seriamente a rischio la salute del mare e dei cittadini. Come accaduto per la foce del Saline dove l’iniziale divieto di balneazione è stato poi sospeso su ricorso degli albergatori dal Tar Abruzzo. E’ inammissibile assistere ad una pericolosa negligenza, anziché ad un aumento dei controlli».

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