Prendo in prestito per un mio DisAppunto il commento di Reno Pompei che sulla questione Alitalia ha, secondo me, le idee molto chiare. Presto la verifica, per l’esattezza dopo l’estate quando le previsioni e gli interrogativi del nostro lettore arriveranno… al pettine.

«La storia è iniziata qualche mese fa, in piena campagna elettorale, quando il governo Prodi ha dato il via libera alla compagnìa franco-olandese Air France-Klm alla trattativa per l’acquisto della società.
I franco-olandesi avevano proposto un piano industriale che prevedeva denaro fresco subito, un esubero di personale di circa 2000/2500 unità ed un pareggio di bilancio entro alcuni anni (previsione anno 2011).
Per le fortissime opposizioni dei lombardi Berlusconi, Bossi, Formigoni, di un sindacato poco lungimirante (difesa strenua del posto di lavoro) che vedevano in questa operazione una penalizzazione e declassamento dell’aeroporto di Malpensa e di un governo debole, la trattativa fallì.
Ora l’attuale governo dice di avere un piano di salvataggio per la compagnia aerea che verrà attuato dopo l’estate; le ipotesi sono due.
La più accreditata parla di scorporare, con un apposito decreto Marzano, la vecchia società e di crearne due. Una sarà costruita con le attività sane della vecchia, l’altra, piena di debiti, verrà commissariata e poi fatta fallire in barba ai creditori e azionisti; insomma una storia tipo Cirio, Parmalat, bond argentini di recente cronaca.
In questa nuova società entreranno, riluttanti e quasi costretti dall’attuale governo, banche ed industriali (in cambio di probabili favori) che metteranno circa un milione di euro per far ripartire
la nuova società ed eludendo così la normativa CEE che proibisce salvataggi statali per società in fallimento.
La nuova Alitalia acquisirà la parte attiva di Air One (sua concorrente nei cieli nazionali) ed avrà
così il quasi monopolio dei voli interni, come una volta.
Gli esuberi saranno circa il doppio (5000/6000 unità) che in parte saranno prepensionati con costi
aggiuntivi per il contribuente, in parte ricollocati.
La seconda ipotesi prevede il salvataggio della società con i soldi dello Stato, ignorando la direttiva europea, con lo stesso esubero di personale da ricollocare e con gli stessi soldi dei contribuenti (questa volta però sono molto di più)..
Un’ultima considerazione: comunque vada, Alitalia dovrà trovarsi un forte partner straniero (si
parla della tedesca Lufthansa) che le permetta di competere con le altre compagnie internazionali, se non vuole rassegnarsi ad essere sempre e solo una piccola compagnia regionale destinata a sopravvivere.
Allora perché non si è concluso subito con i franco-olandesi, operazione che sarebbe costata molto meno?

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