GROTTAMMARE – È stata l’eccessiva ricerca di battute comiche dei cabarettisti, mescolata alla capacità di far ridere con fantasia e gioco comico a decretare i vincitori della XXIV edizione del Cabaret amoremio!, conclusasi ieri 3 agosto al Parco delle Rimembranze.

Vincitori assoluti Terenzio e i Coppini freschi, uno spiritoso quartetto che viene da Brescia e che ha saputo guadagnarsi il favore del pubblico e della giuria portando sul palco grottammarese scenette di ornitologia davvero ironiche. Secondi classificati i Vietato fumare, i tre frati cappuccini da Napoli, terzo classificato Fabio Certelli di Roma.

La novità di quest’anno è stato il Premio della critica da parte della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, che ha premiato Giovanni Astone per la buona presenza e sicurezza scenica.

«Con le risorse che può avere un piccolo Comune come il nostro – ha affermato il Sindaco Luigi Merli – il Cabaret amoremio! sta crescendo molto in questi anni, grazie all’impegno di molte persone. Puntiamo ad artisti che abbiano la capacità di fare satira, a gente che sappia mettersi in gioco. Mai come in questo periodo buio, la satira dà fastidio, soprattutto a chi governa, ma è facile governare senza una opposizione. Ed ecco che entra in gioco la satira, che ci aiuta a capire cosa stiamo facendo e dove stiamo andando».

Anche il vicesindaco-assessore Enrico Piergallini concorda: «La satira, la comicità di questi tempi ha più credito di un politico o di un giornalista: può quindi riuscire a costruire una nuova coscienza civile italiana».

Brillanti gli ospiti: Maurizio Battista con la sua capacità di far leggere in maniera diversa, profonda sia i titoli dei giornali sia gli accadimenti italiani; il vincitore dello scorso anno Duilio Martina, che ha riportato il suo personaggio “Amigo”, gli Appicicaticci, vincitori del Festival di Modena, con uno spettacolo improvvisato grazie a due spettatori chiamati a caso fra il pubblico.

E poi l’Arancia d’oro, il re della satira, Paolo Rossi, con la sua capacità di fare satira semplicemente raccontando una storia, spesso vera, o pezzi classici. La sua peculiarità, infatti, da vero satirico, è il suo personale modo di fare spettacolo, utilizzando appieno le tematiche attuali, ma senza mai distaccarsi troppo dall’insegnamento dei classici antichi e moderni, da Shakespeare a Molière a Bertolt Brecht. Con semplici battute taglienti riesce a dare il profilo della situazione – politica, sociale, culturale – attuale, che arrivano senza mezzi termini dritte al centro della risata – a volte amara – dello spettatore.

C’è stato anche spazio per i ricordi: il grottammarese Gianni Ottaviani, infatti, ha voluto regalare un opera rappresentante una cartina antica di grottammare a Paolo Rossi, in ricordo di quando lo chiamò sul palco del teatro Strehler di Milano, molti anni fa.

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