MARTINSICURO – Chi si nasconde dietro Martinsicurocity? E’ una domanda che in molti a Martinsicuro si sono posti. Il “Pasquino” del terzo millennio è un blog – http://www.martinsicurocity.blogspot.com/ – che da oltre un anno quotidianamente propone in maniera anonima spunti di discussione su Martinsicuro. Inevitabile la curiosità su chi possa essere l’autore del progetto, non solo fra gli utenti – anch’essi anonimi o celati dietro un nick-name – ma anche tra i diretti protagonisti della vita amministrativa della città, quotidianamente tirati in ballo – e spesso criticati – per le loro iniziative.

Non c’è stato partito, sia di maggioranza che di opposizione, che nel corso del tempo non abbia almeno una volta dichiarato che dietro agli autori si nascondevano forze politiche avverse: segno che il blog non è di parte e che quando si tratta di criticare comportamenti considerati discutibili non presenta sconti per nessuno.

La principale accusa che molti rivolgono agli autori e ai molti frequentatori del sito è quella di nascondere le proprie accuse dietro l’anonimato, evitando così di uscire allo scoperto per assumersi le proprie responsabilità.

Ma al di là delle persone che fisicamente possono essere fautori di questo o quel pensiero, Martinsicurocity può essere definito come un “contenitore di idee” nel quale tutti sono invitati a dare il proprio contributo su tematiche riguardanti la gestione della città: da circa un anno Martinsicuro si è trovata così catapultata nell’era del “Web 2.0” ossia quella particolare forma di comunicazione e partecipazione collettiva che permette attraverso internet lo scambio di informazioni e di nozioni tra gli utenti.

Se il sito inizialmente è partito in sordina, le polemiche, le liti, le accese discussioni che si sono sviluppate nel corso dei mesi in centinaia di post hanno attirato inevitabilmente l’attenzione anche degli amministratori e delle personalità pubbliche in città: molti quindi, mettendo da parte l’iniziale diffidenza, si sono avvicinati ad internet per seguire gli argomenti postati quotidianamente e per poter rispondere direttamente quando vengono chiamati in causa.

E’ capitato così che tra i numerosi commenti – sempre in maniera anonima – ci siano stati anche quelli di consiglieri e assessori, vigili urbani e carabinieri, ognuno smentendo, confermando o integrando notizie già discusse e argomenti trattati e che molto probabilmente non sarebbero mai venuti alla luce se discussi alla luce del sole.

E’ proprio questo il punto cruciale: l’anonimato è un valore aggiunto o un punto di debolezza del sito? Ha importanza solo il pensiero espresso su un particolare argomento, o deve essere necessariamente associato ad un nome e un volto per poter essere preso in considerazione, al di là della sua oggettiva valenza o pochezza?

In base agli autori stessi del blog Martinsicurocity non è un progetto politico, bensì «un esperimento di comunicazione con l’esplicito scopo di invitare alla libertà di espressione. Uno spazio a disposizione di tutti gli utenti che desiderano trasmettere opinioni o informazioni riguardanti la realtà martinsicurese».

E’ in pratica un blog che non vuole appartenere ad una o più persone, quanto piuttosto a tutti i cittadini di Martinsicuro: e al di là delle polemiche, delle critiche e degli attriti che spesso si trascina dietro con le sue argomentazioni – spesso volutamente provocatorie per stimolare il dibattito – sembra che stia raggiungendo lo scopo. Dal numero di visite giornaliere pare proprio che i martinsicuresi, per scambiarsi idee e commenti sulle vicende amministrative della città non devono più necessariamente uscire di casa e incontrasi in qualche luogo pubblico: bastano un computer e un collegamento ad internet.

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