PESCARA – Un faccia a faccia tra imputati e accusatore, in cui alla presenza del gip e dei pubblici ministeri vengono ribadite le accuse e si controbatte con la difesa: l’incidente probatorio è l’assunzione anticipata di prove da utilizzare poi nel processo. Nell’ambito dell’inchiesta in Abruzzo sulle tangenti e sulla malasanità, che hanno decapitato la dirigenza politica della Regione, l’ex governatore Ottaviano Del Turco qualche giorno fa si era dimostrato disponibile ad incontrare Vincenzo Angelini, che lo accusava di avergli spillato tangenti per 6 milioni di euro. «Sono pronto a smentirlo – aveva fatto sapere Del Turco dal carcere di Sulmona dove si trova agli arresti – Sono innocente e sono pronto a dimostrarlo attraverso un confronto con Angelini. Anche subito».

Ma a distanza di pochi giorni il suo difensore, l’avvocato Giuliano Milia ha presentato un’opposizione all’interrogatorio, e lo ha fatto anche per gli altri due suoi assistiti coinvolti nello scandalo di Sanitopoli, Giancarlo Masciarelli e Lamberto Quarta. La motivazione addotta sarebbe quella legata allo scarso tempo messo a disposizione della difesa per studiare le migliaia di carte dell’inchiesta.

Il faccia a faccia metterebbe a confronto Angelini con gli arrestati Ottaviano Del Turco, Lamberto Quarta, Giancarlo Masciarelli, Vito Dominici, Camillo Cesarone, Antonio Boschetti, Luigi Conga, Bernardo Mazzocca, Angelo Bucciarelli e Francesco Di Stanislao. Le domande, fatte alla presenza del gip Maria Michela Di Fine, e i tre pm Nicola Trifuoggi, Giuseppe Belelli e Giampiero Di Florio verterebbero sui rapporti tra gli indagati, le promesso di soldi e le modalità della consegna, le cartolarizzazioni e i rapporti tra Regione, Asl, e cliniche private.

E dopo il diniego dei legali di Del Turco a procedere all’incidente probatorio, stamattina hanno rifiutato il confronto con Angelini.

Il difensore di Boschetti, Giovanni Cerella, ha motivato il rifiuto al confronto sostenendo che «lo stesso Angelini ricopre nel procedimento il duplice ruolo di indagato e di parte offesa» e che «nella loro richiesta i pm non hanno specificato le circostanze eventuali oggetto della prova che potrebbe riguardare anche i reati di concussione nei quali Angelini è parte offesa e per le quali non è possibile operare l’incidente».

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