VAL VIBRATA – Olio combustibile utilizzato negli allevamenti avicoli del gruppo Amadori e contenuto in serbatoi fatiscenti che avrebbero provocato l’inquinamento del terreno circostante in cui sono interrati. I Carabinieri del Noe di Roma e la Guardia Forestale ne hanno trovati 56 in Abruzzo, soprattutto nel Teramano (a Cellino Attanasio, Civitella del Tronto, Villa Lempa, Sant’Egidio alla Vibrata), nell’ascolano, in provincia di Chieti e nel vastese, tutti sottoposti a sequestro.

Sono finite così sotto inchiesta sedici persone, tra cui gli imprenditori Francesco, Flavio, Gianluca e Andrea Amadori. Gli oli sono stati utilizzati fino al 2002 nelle caldaie adibite al riscaldamento dei capannoni, per accelerare la crescita dei polli. In seguito era stato avviato un processo di dismissione degli impianti. I serbatoi interrati però, che possono contenere 15 metri cubi di olio, versavano in pessime condizioni – alcuni addirittura spezzati in due – e in base alle ispezioni eseguite in molti siti, ci sarebbe stata la fuoriuscita di liquido inquinante.

Secondo l’accusa il gruppo Amadori (che ha sede a Cesena e stabilimenti sparsi in tutta Italia) avrebbe risparmiato circa 800 mila euro di spese per lo smaltimento mai avvenuto dei rifiuti pericolosi. La difesa intanto ha proposto la bonifica delle zone inquinate. Un’operazione che alleggerisce le accuse che, peraltro, non pesano tutte sul gruppo Amadori ma anche sulle società agricole che gestiscono i siti. La stessa difesa, infine, non esclude che ci sia stata «infedeltà» da parte di quelle società che hanno gestito lo smaltimento delle 56 caldaie.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.469 volte, 1 oggi)