GROTTAMMARE – Un’apertura altisonante e giovanile per la VI edizione del FestivaLiszt, nella chiesa di Santa Lucia, domenica 27 luglio, con il giovane pianista ungherese Peter Badaloni.
Il pianista ha eseguito, fra gli altri brani, anche l’ode funebre lisztiana per la morte del figlio Daniel, composta nel 1860, in prima esecuzione italiana, che ha strappato ripetuti applausi del pubblico.

Il concerto ha avuto alla base l’espressività e l’agilità di Badaloni, «le sue mani volavano, si incrociavano sulla tastiera, come se Liszt non fosse per niente difficile, senza perdere una nota», le impressioni degli ascoltatori.

Tra i fan accorsi da ogni parte per applaudire Balatoni anche la piccola ungherese Lea, di 6 anni, provetta pianista. In vacanza nelle Marche con la mamma Fatima Halmos, nota cantante jazz ungherese, ha assistito al concerto, in prima fila, senza perdersi una nota. Poi lo hanno raggiunto in camerino per un autografo Nella conferenza sotto Le Logge a cui hanno partecipato l’assessore alla Cultura della Provincia, Olimpia Gobbi, il sindaco Luigi Merli e l’assessore Enrico Piergallini, la musicologa Cecilia Campa ed una delegazione ungherese composta da Janos Herzog e Daniel Pocs, sono stati rinsaldati i rapporti culturali con l’Accademia d’Ungheria di Roma. Janos Herzog, consulente musicale della massima istituzione culturale ungherese in Italia, ha sottolineato la notorietà del FestivaLiszt nel suo Paese oltre all’apprezzabile impegno di rivalutazione dell’ampio repertorio lisztiano.

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