dal settimanale Riviera Oggi numero 736
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di Raffaella Milandri si può parlare come di una bella donna dalla grande energia intellettuale, come fotografa e come conoscitrice delle culture del mondo e del turismo responsabile.

Lei è tutto questo, perché è una grande esperta di viaggi, nella modalità più difficile e avventurosa, cioè in solitario.

Sambenedettese, 43 anni, consulente commerciale, Raffaella Milandri parte da sola, raggiunge posti nuovi, li conosce e ne porta a casa i doni. Conoscenza, in primo luogo, trasmessa a chi resta in Italia tramite le sue foto e i suoi racconti. Ma anche tramite consigli, tanti consigli per chi ama viaggiare e desidera conoscere come rendere un viaggio il più sicuro e affascinante possibile.

Viaggiatrice da sempre, la sua passione si è consolidata dopo il suo anno sabbatico nel 2004, appena lasciato per sempre il suo ruolo di amministratrice d’azienda.

Il suo ultimo viaggio, anche se forse è più corretto chiamarlo “trasferta dell’anima”, è stato in Nepal. Il prossimo sarà un percorso in fuoristrada di 10 mila chilometri, con temperature dai 30 gradi ai meno dieci gradi, con partenza da Fairbanks, in Alaska, passaggio via terra oltre il Circolo Polare Artico, il Canada, lo Yukon.

Dal 10 novembre al 13 dicembre, le sue foto scattate in un viaggio in India verranno esposte nella sala consiliare del Comune di San Benedetto. Titolo della mostra sarà “Crossing borders”, “attraversando i confini”.

«Si tratta di una mostra pensata per le scuole. Il tema è la differenza e la similitudine nella vita quotidiana, l’impostazione sarà didascalica».

Raffaella Milandri ha pubblicato miniguide gratuite su internet e in moltissimi le hanno scritto per chiedere consigli. Al suo ritorno dall’Alaska terminerà di preparare un libro proprio sul tema delle donne sole in viaggio.

«Come donne, dobbiamo renderci conto che possiamo essere più fragili e soggette a rischi rispetto ai viaggiatori uomini. Non è una debolezza ma è un punto di forza che ci aiuta ad essere più consapevoli».

Come è nata la tua passione per i viaggi in solitario?

«Ho sempre amato i viaggi non organizzati ma uno dei primi che ho fatto, nel 1991 in Giordania, si rivelò quasi un incubo, perché non conoscevo la cultura musulmana. Queste improvvisazioni le paghi. Clima, vaccinazioni necessarie, cultura e religione, regole di comportamento, si tratta di informazioni che bisogna avere ben chiare».

E se una persona cara con cui hai interessi in comune ti chiede di partire insieme?

«Mi è capitato di dire no, preferisco da sola. Si tratta di una sfida, di una conquista, quando viaggi da solo non hai compromessi. Se fai scelte giuste ti senti bravissimo. Se sbagli, non puoi dare la colpa a nessuno. Sfido chiunque che abbia viaggiato in gruppo a dire che non ha mai avuto incomprensioni con i compagni che alla fine hanno guastato il viaggio».

Raffaella, vedendo le tue foto dimostri una grande attenzione verso le culture indigene.

«Con gli aborigeni d’Australia, gli indiani d’America, le popolazioni eschimesi o della penisola indiana, il contatto è più facilitato se sei sola e se sei donna. Mi è capitato di essere ammessa a situazioni familiari tradizionali e intime, a sacrifici augurali dove di solito i turisti non hanno accesso».

Quanta avventura c’è nel tuo viaggiare? E quanta razionalità?

«Ci vuole un misto di esperienza, sesto senso sviluppato con il tempo e curiosità. Sempre valutando bene i rischi. Ci sono nazioni verso le quali provo insicurezza, come il Brasile. Ma in ogni luogo ci sono situazioni da evitare. Come donna sola in un nuovo mondo, evito di andare in giro la notte, evito di bere alcolici e di dire che sono sola, cerco l’avventura ma con curiosità e senso del pericolo».

Come reagisci di fronte a tradizioni e consuetudini del tutto diverse dalle nostre? La tua curiosità ti evita ogni disagio?

«Ti rispondo dicendo che non ho mai mangiato gli scarafaggi perché non sono ancora stata nei paesi dove si mangiano. In realtà, credo che ciò che esiste va visto, e ciò che vedo lo voglio vedere perché esiste. Le culture umane sono variegate, tutte hanno la loro ragione d’essere».

India, Nepal, Giappone, Usa, Australia, tutta l’Europa, il Messico. Quali mete aneli nel futuro?

«Non sono ancora pronta per l’Africa Nera, ma forse ci andrò l’anno prossimo. E poi mi piacerebbe l’Amazzonia».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 2.990 volte, 1 oggi)