SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Se nel 2007 la Beach Arena sul lungomare Marconi li aveva visti vincere la seconda tappa del campionato italiano, quest’anno ha portato loro ancor più fortuna. Parliamo dei Daggs Strani Tipi, la selezione di giocatori da Prato a Frascati che in una arena colma di entusiasmo si è aggiudicata la vittoria nel Master conclusivo del campionato nazionale di Beach Rugby (fra i documenti allegati il tabellone completo dei risultati e le rose delle 12 squadre).
Ottima organizzazione, un pubblico caldo e un ottimo livello tecnico gli ingredienti di un torneo riuscitissimo.
Le note tecniche: la scuola romana esce battuta per la seconda volta in dieci anni di campionato.
I Pessimi, le Sabbie Mobili e i Dags sono i quintetti che hanno fatto vedere il miglior rugby. Due romane, quindi, e una rappresentativa “apolide”, quella dei Dags Strani Tipi.
Una nota di merito va sicuramente all’Old Pescara, vecchi solo di nome, visto che si tratta di tutti giovani virgulti del vivaio della società abruzzese.
Sono stati ribattezzati “i nipotini di Camiscioni”, in virtù di un canterino “terzo tempo” passato sabato sera con lo storico campione sambenedettese, in uno chalet della Riviera.
Ottimo il livello degli arbitri Simone Massa e Leonardo Masini di Roma, Gianpiero Salvi de L’Aquila e Fabio Ranalli di Sulmona, appena promosso in serie A.
LE GIOIE PER I PALATI FINI DEL RUGBY I momenti tecnici più alti, comunque, sono stati i match Rieti – Old Pescara, il derby romano fra Pessimi e Sabbie Mobili, il quarto di finale Padova-Pescara, la finale con quella meta all’ultimo secondo.
Gioco a tratti da urlo, piacere per palati fini della palla ovale.
IL FUTURO Il rugby, si sa, non è uno sport da signorine, tantomeno lo è la sua versione Beach. Più rapida, con meno pause rispetto allo sport “maggiore”, la palla ovale da spiaggia non ha mischie, non prevede l’uso dei piedi, contempla sfide 5 contro 5, invece che 15 contro 15, sostituzioni volanti sullo stile dell’hockey su ghiaccio, un terreno di gioco ovviamente di dimensioni ridotte, una palla più piccola per facilitare il passaggio, un possibile time out per incontro. Il gioco è veloce e più godibile per tutti, senza pause e tempi morti.
Tutto queste componenti, unite all’atletismo, alla velocità, a quello spirito unico del rugby che prevede fair play e correttezza (nessun ammonito, nelle due giornate), rende questo sport davvero unico e all’avanguardia. Certamente è lo sport di spiaggia più seguito dopo Beach Volley e Beach Soccer, che anche per tradizione vantano più fama.
Per anni il campionato Italiano di beach rugby è stato l’unico tour nazionale di beach rugby nel panorama mondiale.
Esistono concrete premesse perché questo fenomeno sportivo diventi sempre più importante nel panorama degli sport da spiaggia.
E San Benedetto non vuole perdere questo treno, grazie alla sua storia rugbistica non indifferente, che ha prodotto giocatori della nazionale come Pierluigi Camiscioni, Giambattista Croci, o campioni d’Italia come Pierpaolo Spina.
Incoraggianti le parole del presidente della Lega Italiana Beach Rugby Gaudenzio Santarelli, secondo il quale qui ci sono tutte le potenzialità per ospitare grandi tornei internazionali di beach rugby. E i passi avanti, intanto, ci sono stati. Lo dimostra il netto aumento di pubblico sugli spalti, rispetto alla tappa nazionale giocata qui in Riviera nel 2007.

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