SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nata da un incontro fortuito, come ha spiegato l’assessore alla Cultura Margherita Sorge, l’idea della mostra si è via via sviluppata arrivando alla mostra “Dal maestro all’allievo” che, dal 2 fino al 31 agosto, alla Palazzina Azzurra, permetterà di animare le opere più importanti di due grandi artisti, Giuseppe Marinucci e Mauro Crocetta.

Settanta opere che ripercorrono l’evoluzione artistica dei due artisti piceni, che compareranno i due linguaggi, per far conoscere alla popolazione questi due maestri scultorei.

«Abbiamo accolto questa esposizione con soddisfazione – ha spiegato l’assessore alla cultura Margherita Sorge -. Nata quasi per caso, tutto è iniziato con la volontà di Giacomo Marinucci di donare un opera del padre, poi sono diventate due ed alla fine abbiamo deciso di suggellare questa donazione con una esposizione, alla quale si è unito l’artista Crocetta, allievo ed amico di Marinucci. Sono figli del piceno del 1900, il nostro territorio è ricco di artisti e noi abbiamo intenzione di valorizzarli».

Grande valore artistico per le Marche, quindi, in grado di generare artisti di grande spessore, sottolineato anche dal critico e giornalista Armando Ginesi: «Il territorio ha dato grandi eccellenze artistiche ed è importante che le amministrazioni, la Provincia e la Regione si impegnino per dare loro importanza».

Il percorso espositivo verrà studiato per permettere la correlazione esatta fra le opere dei due artisti che, seppur similari, si discostano per la presentazione scultorea: «Marinucci quasi “urla” con le sue opere – continua Ginesi – mentre Crocetta attenuta maggiormente la visione grazie alla fede».

Presenti in conferenza anche il figlio di Giuseppe Marinucci e la moglie di Mauro Crocetta, che si sono detti pienamente soddisfatti di questa esposizione, che ha permesso sia di portare a San benedetto le opere, per farle conoscere al grande pubblico, sia per il riavvicinamento dei due artisti, perché, come ha concluso la signora Crocetta, «Queste persone che hanno vissuto per l’arte, con l’arte ora continuano a vivere».

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