SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il gruppo di tecnici della Nomisma-Ernst&Young FBA-Garretti Associati hanno presentato alla commissione Assetto del Territorio la seconda fase della loro relazione sul futuro del porto.
Si tratta di una serie di ipotesi per uno studio sul recupero del porto, in vista della costituzione di una società di trasformazione urbana. L’analisi ha ottenuto un finanziamento di fondi ministeriali e venne assegnata alla Nomisma nel 2004, durante l’amministrazione Martinelli.
In definitiva, gli esperti hanno definito due scenari possibili: un “Parco del Mare” e una “Cittadella degli Affari”. La prima ipotesi all’insegna dello sviluppo turistico, la seconda più impostata sull’aspetto cantieristico, legato al mondo delle navi mercantili e da crociera.
Il Parco del Mare è uno scenario che prevede aree verdi per lo sport, attività di ristorazione, un albergo a cinque stelle nel porto, un centro fitness, e poi ulteriori servizi ai diportisti presso la darsena turistica e una maggiore fruibilità del mercato ittico al dettaglio.
Il potenziale terzo braccio del porto servirebbe per l’attracco di navi da crociera e yacht.

Nello scenario “”Cittadella degli Affari” si pensa a magazzini e uffici per un traffico mercantile di medie dimensioni.
LE REAZIONI POLITICHE Il sindaco Giovanni Gaspari ha pubblicamente dichiarato, alcune settimane fa, che si attendeva di più da questa relazione.
Il consigliere comunale del Pri-Lista Martinelli Antonio Felicetti auspica il coinvolgimento del Consiglio comunale e sostiene: «E’ più convincente la scelta dello scenario uno per il terzo braccio del porto a nord in quanto più leggero in termini di fabbisogno infrastrutturale. La soluzione mercantile dello scenario 2 si troverebbe stretta nella concorrenza tra le funzioni mercantili consolidate di Ancona a nord e Ortona a sud. E poi va ben definita un’ampia corsia pedonale aperta tra piazza Giorgini ed il mare. Gran parte degli impianti sportivi vanno ricollegati a supporto della valorizzazione dello sviluppo futuro del porticciolo turistico. Bisogna coordinare la progettazione della Stu con le proposte di Tschumi sul Ballarin. I progettisti hanno inserito una quota di residenziale per evitare che il progetto venga appiattito da un eccesso di atmosfera turistico-commerciale. Questo può anche essere condivisibile in alcune aree private per rendere più appetibile l’attuazione della Stu, ma sconcerta la previsione in entrambi gli scenari di appartamenti nelle aree demaniali a ridosso dei cantieri sud».

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