SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La ditta “F.lli Gregolin” di Venezia sta effettuando al porto di San Benedetto l’escavo della sabbia “non compatibile”, per poi trasportarla nella cassa di colmata. Sono considerati sabbia “non compatibile” i lotti di fondale interni allo specchio d’acqua portuale, ritenuti dall’Arpam non idonei ad essere riutilizzati per il ripascimento della spiaggia.

Un apposito mezzo della “Gregolin” sta trasferendo il materiale nella cassa di colmata realizzata oltre il braccio nord del porto, che dovrebbe costituire in futuro la base di un eventuale terzo braccio. Qui la sabbia viene stoccata e contenuta tramite un sistema eco-compatibile, realizzato con una copertura di teli in geotessile posizionata sul fondo della vasca e sulle scogliere circostanti. Tutta la fase dei lavori ha avuto un costo di circa 1 milione e 500 mila euro, elargiti dal Ministero competente. L’opera di dragaggio è stata appaltata invece dal Genio civile opere marittime di Ancona.

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