ASCOLI PICENO – La Confesercenti Provinciale di Ascoli e Fermo e la Fiepet – Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici – ritengono non congrua la richiesta di pagamento avanzata dalla Scf – Società Consortile Fonografici – ai titolari di pubblici esercizi e di strutture ricettive alberghiere che utilizzano musica nell’esercizio dell’attività commerciale.

«La SCF – si legge nella nota inviata dalla Confesercenti e dalla Fiepet – invia lettere di richieste e fatture per il pagamento ad equo compenso, di cui all’art. 73 bis sulla legge del diritto d’autore, che ritiene di essere legittimata a riscuotere. Di recente, ha inviato a nostri associati lettere, predisposte da uno Studio legale, per il recupero del credito vantato. La nostra organizzaziona ha conferito mandato ad un legale per rigettare queste pretese e riconsegnare alla Scf le fatture emesse».

L’Ufficio Legale Nazionale ha iniziato una procedura per ottenere un parere “pro veritate” che potrà essere utilizzato, oltre che a fini di approfondimento della tematica, anche per trarre elementi utili a rispondere, alle richieste di Scf o se necessario, per integrare i motivi di opposizione alle eventuali azioni legali che dovessero interessare associati.

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