SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La spina di Sinistra Democratica continua a pungere sul fianco della giunta Gaspari, e l’allontanamento dell’assessore ai Lavori Pubblici Vesperini, sostituito dal collega di partito Sestri, permette al partito “extra-consiliare” della sinistra sambenedettese (è nato da una scissione della sinistra Ds dopo l’approdo della maggioranza al Partito Democratico, e non ha consiglieri comunali) di pungolare ulteriormente la maggioranza.
«Avevamo chiesto, assieme ad altre partiti, una verifica di carattere politico-programmatico al sindaco Gaspari – si legge in una nota stampa – per verificare quali erano le cose importanti ed utili per la città, e come realizzarle. Invece, la verifica si è conclusa con le sole dimissioni di Vesperini, ufficialmente per ragioni personali, ufficiosamente per il mancato gradimento del suo partito (il Partito Socialista), sostituito con un altro esponente del Psi, e con il ventilato risarcimento “danni” al dimissionario attraverso il conferimento di un incarico di sottogoverno (Ciip)» (un Vesperini che, tra l’altro, al di là delle dichiarazioni di facciata, sembra sia molto turbato per l’avvicendamento subito, ndr).
«Sul resto nulla – continua Sd – Nessun dibattito programmatico, nessun confronto sui temi sui quali la maggioranza risulta divisa, che rimangono sul tavolo irrisolti (occupazione di suolo pubblico, piano di spiaggia, piano regolatore), oltretutto escludendo dalle stesse riunioni di maggioranza le forze politiche e i movimenti che non risultano rappresentati in Consiglio (sub specie noi di Sinistra Democratica ed i Comunisti Italiani)».
«Non ci resta che continuare ad insistere – concludono i rappresentanti del partito sambenedettese – Chiediamo al Sindaco e a tutte le forze politiche che si dia vita a forme di dibattito pubblico, fuori dal chiuso delle stanze e delle sedi di partito, sul futuro della nostra città, su temi importanti e reali (l’ambiente, la viabilità, lo sviluppo del turismo e del commercio, il problema casa, l’efficienza amministrativa), e che coinvolga nella maniera più ampia possibile forze politiche, movimenti, associazioni, sindacati, anche per cercare di restituire ai cittadini di San Benedetto la voglia di fare politica, di impegnarsi e di contribuire al bene della propria città».

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