RIPATRANSONE – Proseguono le polemiche per l’istituzione della società comunale, necessaria per rispondere alla nuove esigenze normative che limitano a casi eccezionali il ricorso delle amministrazioni pubbliche alle collaborazioni esterne. Venerdì 11 luglio si è svolto il Consiglio Comunale a Ripatransone, con diversi punti oggetto di discussione, primo fra tutti l’approvazione dello schema del contratto previsto per la società comunale costituita per gestire i servizi sociali e culturali: una società multiservizi il cui statuto e atto costitutivo sono stati approvati nel corso della seduta del 9 giugno scorso.

La nuova società comunale sarà una Srl il cui capitale sociale, interamente versato dal Comune , garantirà l’espletamento di servizi sociali, assistenziali e culturali. Il contratto d’appalto avrà una durata quinquennale, e il Consiglio d’amministrazione è composto da 3 membri, nominati dal Sindaco.

Molte le perplessità espresse dal capogruppo di Alleanza Nazionale, Luigi Cava: «Nonostante sia consentito dalla legge, è stato quantomeno inopportuno, da parte della maggioranza, nominare tutti i componenti del Consiglio. Sicuramente lasciare alla minoranza la possibilità di nominare almeno uno dei componenti, avrebbe garantito una maggiore trasparenza e non avrebbe lasciato spazio a dubbi di sorta riguardo la scelta dei criteri selettivi del personale».

Contestati dalla minoranza, anche gli altri due punti all’ordine del giorno: l’adozione definitiva del piano attuativo in variante urbanistica parziale al vigente Piano Regolatore in località Petrella e la realizzazione di un percorso ciclo-pedonale lungo il torrente Menocchia, sempre in variante al PRG.
« Si tratta delle ennesime varianti parziali, è necessario – afferma Cava – un nuovo PRG che garantisca omogeneità e uniformità nella gestione del territorio».

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