MARTINSICURO – Ancora poche settimane prima dell’apertura del museo archeologico di Martinsicuro, che ospiterà reperti dell’età del bronzo provenienti dagli scavi di Colle di Marzio e dell’età romana di Castrum Truentinum.

Proseguono alacremente i lavori all’interno della Torre Carlo V e nell’attigua casa doganale, dove si stanno ormai concludendo le operazioni di catalogazione dei numerosissimi reperti trovati nelle campagne di scavo di Colle di Marzio. Un lavoro che ha impegnato per circa due mesi una decina di persone, tra catalogatori (Paolo Castracane e Giulia Tortoriello), archeologi (Roberta Odoardi e Manuela Rosati), restauratori (Riccardo Tulipani), e diversi volontari dell’Archeoclub di Martinsicuro.

Stanno inoltre rientrando i reperti finora custoditi in diversi musei abruzzesi e marchigiani e nelle sale allestite sono già diverse le teche in cui gli oggetti sono stati disposti a fare bella mostra di sé. Seppure i lavori siano ormai a buon punto, Andrea Staffa, ispettore della Soprintendenza Archeologica di Chieti e direttore del Museo di Martinsicuro non si sbilancia sulla data di inaugurazione della struttura. «Cercheremo di farcela entro la prima settimana di agosto – ha affermato Staffa – ma abbiamo ancora qualche inconveniente da risolvere». E l’inconveniente è costituito dagli ultimi 4-5mila euro necessari per la realizzazione e la stampa dei pannelli esplicativi che dovranno essere disposti nelle varie sale, delle guide per il museo e di altro materiale divulgativo. «Per trovare questa cifra – ha proseguito il soprintendente – il Comune ha chiesto anche il coinvolgimento degli operatori turistici truentini, dato che il museo costituirà una notevole fonte di attrazione e un elemento promozionale per le loro attività. Al momento però ancora non c’è stata alcuna risposta concreta».

La gestione del museo archeologico sarà affidata molto probabilmente all’Archeoclub di Martinsicuro, in una scelta congiunta tra Soprintendenza e amministrazione comunale. «L’apertura del museo – ha spiegato Staffa – potrà essere garantita solo con l’aiuto dei volontari dell’Archeoclub, poiché il Comune non può sobbarcarsi le spese per il personale fisso nella struttura». Ancora tutte da stabilire però sono le modalità di gestione, ossia gli orari di apertura, quanti saranno i volontari che collaboreranno nel museo, le iniziative culturali che verranno attivate.

Tra le diverse ipotesi al vaglio si parla anche di percorsi naturalistici che dal museo portino alla scoperta del parco della Sentina e del biotopo costiero.

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