SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si chiude l’epoca del marchio Foodinvest per lo storico stabilimento agroindustriale di via Verbania, la ex Surgela. Inizia l’era della Green Garden Food, ed inizia sotto il segno di Alessandro Pignoletti, che insieme all’amministratore delegato Roberto Vianello è l’alfiere della cordata tuttora non nota nella sua composizione che ha stipulato un contratto d’affitto con il gruppo Malavolta.
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In un auditorium comunale gremito di operai e rappresentanti istituzionali si tiene la presentazione del suo piano di rilancio per l’azienda, uscita da una crisi che ne ha messo a repentaglio l’esistenza.

Riserve sul piano industriale sono state espresse da Adriano Federici, presidente dell’Assindustria di Ascoli: «Ho la massima fiducia nell’uomo Pignoletti, non è un avventuriero ma un imprenditore serio. Ma ho riserve sulle previsioni di fatturato: l’agroindustriale è un settore dalla concorrenza agguerrita, nel Piceno ci sono difficoltà logistiche ed il settore dei surgelati vegetali non offre grandi margini di guadagno, a meno che non parliamo di piatti pronti da cucinare».

Un’altra riserva espressa da Federici riguarda la situazione delle macchine agricole, che al momento non sono disponibili per la Green Garden in quanto affidate ad un’altra azienda del gruppo Malavolta, la Marollo di Rotella. Pignoletti spera di risolvere la questione tramite un’equa distribuzione con lo stabilimento di Porto d’Ascoli; l’assessore provinciale Mandozzi e il sindaco Gaspari sono fiduciosi.

«Il tribunale di Ascoli – ha detto Mandozzi – decida presto se la serietà di questo piano di rilancio e il bene di 80 lavoratori valgono più di questi macchinari agricoli».

Insomma, fra istituzioni e lavoratori c’è grande ottimismo. Gli operai hanno vivamente ringraziato il loro ex collega Giovanni Gaspari, consegnandogli un dono simbolico (una stelletta da “sceriffo”, in quanto «custode della legalità e nostro grande alleato nella lotta per riprendere a lavorare»).

QUANDO SI RIPARTE? Il progetto Green Garden, nelle parole di Pignoletti, vuole creare un polo di eccellenza dell’alimentazione industriale, producendo fagioli, fagiolini, piselli, minestre e minestroni nello stabilimento di surgelati a Porto d’Ascoli. «Prevediamo per il 2009 una produzione per conto terzi e a marchio proprio di circa 13-14 mila tonnellate, con una crescita annua del 6/7% tra il 2009 e il 2012».

Quindi la produzione non andrà a regime subito. «Ci stiamo organizzando – dice l’imprenditore padovano – abbiamo individuato i canali di approvvigionamento delle materie prime e alcune semine sono state programmate per assicurare il prodotto già da settembre. D’intesa con i sindacati reinseriremo i lavoratori a scaglioni». Nel ringraziare le maestranze per il loro attaccamento alla fabbrica, Pignoletti ha lanciato una stoccata verso il mondo sindacale, dicendo che non ha mostrato uguale propensione verso la riapertura della ex Surgela.

Riguardo ai macchinari agricoli, Pignoletti ha parlato di «argomento penoso».
«Vanno divisi equamente fra gli stabilimenti del gruppo Malavolta qui nel Piceno, acquistarli ex novo per noi è troppo oneroso».

Sull’intenzione di aprire, in un futuro a lungo termine, un nuovo stabilimento agroindustriale in zona, l’esponente della Green Garden ha dichiarato: «L’idea di fare un moderno impianto oltre all’esistente dimostra che non sono un immobiliarista. Vogliamo migliorare l’approvvigionamento idrico e lanciare un progetto di sfruttamento degli scarti della lavorazione dei vegetali per produrre bioenergia, già dal sito produttivo di Porto d’Ascoli».

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