SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un’interpretazione dell’arte contemporanea che sfida le ideologie, dissacrandone i luoghi comuni: questa è una delle facce della poliedrica arte di Enrico Manera, che espone da sabato 5 fino a domenica 27 luglio, nella Palazzina Azzurra, 18 opere rappresentative di un arco narrativo che va dal 1988 ad oggi.

Dopo la laurea all’Accademia di Belle Arti di Roma e numerose collaborazioni con gallerie che lo introducono all’attenzione della critica, nel 1979 Manera inizia il suo sodalizio con Mario Schifano e gli altri rappresentanti della “Scuola di Piazza del Popolo” che rappresenta la Pop Art italiana. Negli anni ’90 allestisce mostre in Europa e negli Stati Uniti, espone per Alitalia e firma il primo francobollo del Terzo Millennio per Poste Italiane. La sua arte, però, va oltre, muovendosi verso sperimentazioni e ricerca personale che culminano nella caratteristica reinterpretazione di immagini tratte da fumetti, cinema e pubblicità.
Così definisce la sua arte Giancarlo Bassotti, che insieme a Roberto Giammattei ha curato l’esposizione: «Manera usa la pittura come una mannaia, combattendo le abitudini e gli scheletri della società senza violenza, ma con ironia. Le sue opere sono intrise di citazioni post moderne che recuperano e reinterpretano con parole e immagini i codici della comunicazione».
Un ospite illustre dunque, come sottolinea l’assessore alla cultura Margherita Sorge, «un’occasione perché San Benedetto riconquisti un posto nella cultura divenendo veicolo per la sua diffusione. La mostra inaugura la stagione estiva dell’arte che intendiamo valorizzare per il turismo e per tutta la città».
Un’occasione di vedere il potere dell’arte che supera i confini delle convenzioni sociali, in una cittadina di provincia in cui peraltro, regole e cliché fanno parte del paesaggio urbano.
Le opere, raccolte anche in un catalogo edito da Maretti con testi di Duccio Trombadori, sono state scelte grazie alla collaborazione di collezionisti e gallerie e uno sponsor privato, novità quest’ultima che come ricorda lo stesso Manera, «richiama il sistema americano in cui sono i privati a finanziare l’arte moderna. Gli americani d’altronde sono i maggiori divulgatori della propria arte che difendono e valorizzano. L’Italia invece tende ad essere esterofila, dimenticando la qualità dei propria cultura. Spero che questa mostra apra la strada a numerosi eventi culturali».

L’evento promosso dall’Assessorato alle Politiche Culturali/Servizi per le Biblioteche e i Musei con il patrocinio della Provincia di Ascoli Piceno e della Regione Marche.

L’ingresso è gratuito e sarà possibile visitare l’esposizione tutti i giorni dal martedì alla domenica, dalle 18 alle 24.

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