CUPRA MARITTIMA – Nuovi sviluppi per la vicenda della Malacologia. Dopo sei mesi di indagini, il Pm Iolanda Chimienti, sostituto procuratore del Tribunale di Fermo non è riuscita a trarre delle soluzioni definitive per il sequestro dei fossili del Museo Malacologico di Cupra Marittima. Al dottor Cossignani è stata richiesta quindi proroga delle indagini, inoltre, sono state cancellati di ben tre capi di imputazione tra cui la ricettazione e la violazione delle leggi doganali, in pratica le imputazioni più gravi ipotizzate all’inizio della vicenda.

Il direttore del Museo infatti era indagato per presunte violazioni delle norme che regolamentano il possesso dei fossili.

La vicenda si sta praticamente sgonfiando, e a carico dell’imputato resterebbe solo la violazione di due articoli della legge sul possesso di fossili italiani. I fossili in questione però non appartengono a Cossignani e pertanto la violazione non può essere evidenziata.

Naturalmente Cossignani si è fermamente opposto alla richiesta di proroga con 5 pagine di documentazione presentate nei termini perentori di 5 giorni previsti dalla legge.

Ora il giudice per le indagini preliminari, Carla Moriconi, ha 10 giorni di tempo per decidere il tutto.

A Cupra intanto i fossili restano sequestrati, non riuscendo, i legali di Cossignani, ad avere contatti con l’inquirente ed informazioni dalla Cancelleria. Inoltre i trilobiti restano sequestrati in 10 scatole, protagonisti di una “mostra invisibile” in un’area del Museo dove un cartello informa i visitatori delle vicende giudiziarie che li vedono protagonisti. Fossili che sono esposti in tutti i musei italiani e regolarmente venduti in tutte le mostre di settore italiane ed estere.

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