Da Riviera Oggi Estate numero 733

Marano ha rappresentato da sempre per Cupra uno dei luoghi di maggior interesse storico. Per non rischiare di farlo rimanere un vuoto “museo a cielo aperto”, l’amministrazione comunale negli scorsi anni ha dato vita ad un’opera di riqualificazione proprio per ripopolarlo. Insieme a chi di quest’opera se n’è occupato o in qualche modo ne ha avuto a che fare, ne ripercorriamo i momenti salienti.

«La ristrutturazione di Marano è costata circa cinque miliardi di lire – spiega il sindaco Giuseppe Torquati – applicando il progetto che prevedeva il rifacimento delle infrastrutture, dei sottoservizi, della viabilità, dell’illuminazione pubblica».

Uno degli scopi del piano di recupero è proprio quello di far rivivere il Paese Alto: «Non deve essere solo una meta turistica, ma tornare a rappresentare un vero e proprio centro abitato, puntando ad aumentare il numero dei residenti».

Per raggiungere questo obiettivo, ad esempio, è stato completamente ristrutturato il palazzo Bassotti, ed è stato adibito ad alloggi popolari. Inoltre, sempre per agevolare la residenza, l’amministrazione è in procinto di emanare un bando per l’assegnazione, ad un prezzo simbolico, di un lotto edificabile di proprietà del Comune. Il progetto vedrà la costruzione di quattro appartamenti da destinare a quattro giovani coppie.

«L’attività di recupero è accompagnata inoltre da un programma culturale rappresentato dal Museo del Territorio, dal Convivium Maranense, e dalle attività ricreative e culturali che ne scaturiscono, curate anche dai comitati di quartiere».

Melissa Ascani, funzionaria ai Servizi Sociali, riguardo alle case popolari aggiunge: «Si tratta di sei alloggi di edilizia residenziale pubblica assegnati nel 2005. Chi ne usufruisce paga una cifra molto ridotta, calcolata in base al reddito. La gestione di queste case è stata data all’Erap di Ascoli, ma sono di proprietà del Comune di Cupra. I quattro futuri appartamenti invece rientrano in un progetto di edilizia agevolata».

A tal proposito, Luca Vagnoni dell’ufficio tecnico specifica: «Questo nuovo progetto sarà destinato appunto a quattro giovani coppie che, in consorzio, presenteranno richiesta di edificazione. L’innovatività è che stiamo puntando a creare edifici di classe A, ovvero a basso consumo energetico, usano le bio-architetture».

Nuova vita e nuove generazioni dunque per Marano, che si spera torni ad essere un centro abitato, mantenendo intatto il suo valore storico.

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