SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La necessaria premessa è che il dottor Giancarlo Vesperini, noto e ineccepibile otorinolaringoiatra dell’ospedale civile, esponente del redivivo Partito Socialista, assessore dimissionario ai Lavori Pubblici, è una gran brava persona.
Uomo disponibile, colto, dall’indole generosa, impulsivo senza premeditazione: un politico che del politico italiano non ha avuto, troppo spesso, l’abilità retorica, la capacità di deviare, schivare, irretire l’ascoltatore.
Troppo sincero, e lo dice chi lo ha visto spesso contestato nelle assemblee civiche del bilancio partecipato, perché magari diceva le cose come stanno, fin “troppo”. Con sincerità ed eccessivo ottimismo, a volte.
Un assessore che proietta diapositive in Consiglio comunale, per illustrare un progetto. Capace di infarcire di citazioni colte le sue arringhe in Consiglio comunale o le sue lettere alla stampa, paga lo scotto di essere finito fra asfalti, condotte fognarie e ruspe, avendo l’indole e la preparazione per incontrare scrittori, pensare musei, creare rassegne culturali.
Ma forse avrebbe avuto difficoltà anche lì, la politica culturale è pur sempre politica, e dalla politica mutua l’arte del compromesso, la composizione di interessi contrapposti, l’abilità retorica.
Vesperini è un politico naïf, quindi non è un politico. Lo ha detto spesso anche lui: «Amo volare alto, non so se qui è possibile», usando paradossalmente lo stesso motto che sovente viene ripetuto da Giovanni Gaspari, dal quale, per diretta ammissione del sindaco, Vesperini è separato da una dote fondamentale: il pelo sullo stomaco.
Del resto cos’è l’artista naïf, se non l’essere che segue il proprio istinto espressivo senza badare ai dettami tecnici del momento?
Crediamo che sia profondamente vero il discorso del pelo sullo stomaco: fra tanti politici di razza, Vesperini è stato il manzoniano vaso di terra cotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro.
Con le sue dimissioni si dimette la società civile, è in qualche modo sconfitta la società civile, come ha efficacemente sottolineato il collega Luciano Sgambetterra. Quei politici non di professione portati ad atteggiamenti che in politica, quella vera, possono non pagare alla fine.
Gente brava e di cuore, che suscita simpatia umana, di fronte ad altra gente ugualmente brava e di cuore, con l’autonomia meno empatica dell’essere scafato.
Vesperini, ci si passi l’enfasi, è stato un cavallo solitario, che uno stalliere distratto ha lasciato senza briglia scappare nel deserto e disperdersi.
Colpa del cavallo? O anche lo stalliere ha le sue colpe?

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.107 volte, 1 oggi)