SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nessuno, né il sindaco né esponenti della giunta, ha chiesto all’(ex) assessore ai Lavori Pubblici Giancarlo Vesperini di rassegnare le proprie dimissioni. «Non c’è stata nessuna notte dei lunghi coltelli», è la dichiarazione del sindaco Giovanni Gaspari, due giorni dopo l’addio dell’esponente socialista al suo ruolo amministrativo.
Un addio che sembra motivato anche dai dissidi interni al Partito Socialista, che in alcuni suoi settori avrebbe sfiduciato Vesperini.
E poi dal carico di lavoro, pesante e sotto l’occhio critico della città, che compete a un assessore ai Lavori Pubblici, per giunta medico in piena attività presso l’ospedale civile.
Insomma, il Gaspari-pensiero su questa vicenda che ha scosso la vita politica sambenedettese, seppur non come un fulmine a ciel sereno, è questo: Vesperini ha sentito il peso eccessivo del carico di lavoro, «non ha sentito attorno a sé il necessario consenso», esce di scena da gran signore, le sue dimissioni non potevano essere rifiutate anche in base a disposizioni legislative.
Ma cosa vuol dire che non sentiva attorno a sé il consenso? «La giunta gli è stata vicina, i tecnici degli uffici comunali hanno lavorato come non mai», precisa Gaspari, che spiega la sua frase ricordando alcuni attacchi mediatici all’operato di Vesperini.
«Probabilmente non ha avuto l’atteggiamento che hanno gli altri componenti di questa giunta, me compreso, nel saper sopportare calunnie e attacchi personali. In questi ruoli, le amarezze sono più frequenti delle soddisfazioni».
IL SUCCESSORE? UN SOCIALISTA Leo Sestri, Licinio Scipi, Mario Narcisi, sono alcuni dei papabili per la successione di Vesperini in giunta. La delega ai Lavori Pubblici sarà riassegnata previa consultazione fra Gaspari e partiti di maggioranza, nel fine settimana. Il nuovo assessore sarà presentato con ogni probabilità nel prossimo Consiglio comunale dell’11 luglio.
Non sarebbe un problema il fatto che Sestri, più quotato fra i papabili, abbia fatto l’assessore all’Urbanistica nella giunta Martinelli: «Già nel 2006 – spiega Gaspari – l’intera coalizione di centrosinistra valutò positivamente la sua candidatura nelle nostre fila. Perciò anche ora non c’è nessun veto».

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