SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Spesso sono oggetti che fanno gola, a prezzi stracciati, ma di bassissima qualità. Noi torniamo a portare avanti il nostro appello ai cittadini e ai turisti: non acquistate merce di evidente provenienza illecita. Acquistate invece da chi paga l’affitto, i dipendenti, le tasse».
E’ l’esortazione che il capitano dei Carabinieri Giancarlo Vaccarini rivolge, a margine della presentazione dei primi risultati ottenuti nella lotta all’abusivismo commerciale in questa estate 2008.
A breve, annuncia il capitano, entreranno in vigore norme che puniscono l’acquisto di merce contraffatta con sanzioni fino a mille euro, oltre che conseguenze penali in caso si tratti di merce che risulta rubata.
Il locale comandante della Guardia di Finanza Silvano Melasecca aggiunge: «Acquistare merce contraffatta è un diretto finanziamento alla criminalità organizzata».
Martedì dunque sono stati presentati i risultati dell’azione congiunta delle forze dell’ordine nel periodo dal 10 al 21 giugno.
I DATI Sei verbali amministrativi, sei sequestri amministrativi (vendita senza licenza, perlopiù di teloni da mare e costumi da bagno), per un totale di 1199 pezzi sequestrati.
Per quanto riguarda i sequestri penali di capi d’abbigliamento contraffatti (perlopiù cinte, orologi, borse, occhiali da sole, rigorosamente griffati, rigorosamente falsi) ci sono state sei operazioni, con un quantitativo di merce sequestrata che ammonta a 338 pezzi.
Per quanto riguarda la merce abbandonata dai commercianti abusivi scappati “in odore” di controlli, ci sono stati 13 rinvenimenti, per un totale di 297 pezzi sequestrati.
Ventitre le persone controllate, cinque gli immigrati accompagnati in Questura per l’identificazione e l’eventuale espulsione.
«Noi non facciamo caccia all’uomo, ma vogliamo far rispettare la legalità sempre e dovunque. Tanto più ai clandestini, che essendo a tutti gli effetti degli “invisibili”, hanno una parziale garanzia di impunità», dice Vaccarini. Il vicecomandante della Capitaneria di Porto Luigi Piccìoli lancia un appello ai concessionari di spiaggia, visto che spesso i venditori abusivi esercitano la loro attività anche negli chalet.
Un mercato in mano per la stragrande maggioranza ad immigrati clandestini, perlopiù senegalesi.

LA MERCE Gli articoli di abbigliamento contraffatti vengono distrutti, mentre la merce sottoposta a sequestro amministrativo viene devoluta ad enti di beneficenza. Può accadere lo stesso per la merce contraffatta, previa eliminazione del marchio falsificato.
Spiaggia, centri commerciali, ristoranti, sulle quali le forze dell’ordine pianificano una serie di controlli a sorpresa: se ne fanno una decina al giorno, con squadre ”miste” fra i vari corpi, ognuna costituita in media da dieci persone.
«Per sopperire alle carenze di personale, sperimentiamo questo coordinamento fra i vari corpi di pubblica sicurezza, ognuno dei quali impegna così aliquote minime di personale», spiega il dirigente di Polizia Marco Fischetto.
Il maggiore Rossini della Polizia Municipale, in prima linea nei controlli, sostiene che il fenomeno a San Benedetto è sotto controllo, senza cioè aumenti massicci di anno in anno. «Un problema che incontriamo? Le critiche di turisti e cittadini, che ci esortano a lasciare in pace i commercianti abusivi, i quali perciò si sentono protetti, talvolta dando poi in escandescenze e picchiandoci, come successo al Vigile Giordani poco tempo fa».
Fischetto, a proposito di questo fenomeno, commenta: «Nelle aule dei tribunale nessun turista o cittadino viene poi a testimoniare contro eventuali comportamenti sbagliati da parte nostra. Eppure è un diritto e un dovere farlo. Allora invitiamo i cittadini che contestano la lotta all’abusivismo a rivolgersi alle Procure, se ritengono veramente di doverlo fare».

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