SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I sindaci di San Benedetto, Offida e Comunanza criticano il piano finanziario di divisione tra le province di Ascoli e Fermo: «Non tutti gli argomenti in discussione al Consiglio Provinciale del 30 giugno sono stati adeguatamente affrontati dalla Commissione Paritetica» scrivono Giovanni Gaspari, Lucio D’Angelo e Maria Paola Pizzichini, che aggiungono: «Nelle quindici sedute della Commissione sono stati ampiamente discussi i temi riguardanti la divisione del patrimonio e, pur non arrivando ad una conclusione unanime, si è giunti ad un’ipotesi finale che a noi appare sufficientemente equilibrata anche se, nel testo finale consegnatoci nell’ultima seduta tenutasi a Fermo e sul quale non ci è stato possibile formulare un nostro parere, riteniamo eccessivo l’importo di oltre € 1,7 da corrispondere alla provincia di Fermo per le proprie esigenze logistico-infrastrutturali ed invitiamo pertanto la giunta provinciale a ridurlo sensibilmente (si potrebbe ad esempio prendere a riferimento quello proposto dalle delegazioni del Pd di Ascoli e di Fermo che non superava il milione di euro)».
«Molto meno si è discusso dei temi riguardanti la ripartizione del personale – non più di tre sedute della commissione – ancora meno delle simulazioni dei futuri bilanci – una sola seduta – ed addirittura mai delle società partecipate» continuano i primi cittadini, criticando quindi, direttamente, l’operato del presidente della Provincia Massimo Rossi (si tratta forse di una prima avvisaglia per la campagna elettorale del 2009?).
«Ed è proprio su questi ultimi aspetti che la proposta di deliberazione in discussione in consiglio provinciale non ci appare soddisfacente – continua la nota stampa – Sulla ripartizione del personale si era convenuto in commissione paritetica che il maggior numero di dipendenti che molto probabilmente rimarranno in forza alla nuova provincia di Ascoli Piceno – stimato in circa 38/40 in più rispetto alle percentuali di riparto – sarebbe stato compensato dalla nuova provincia di Fermo versando un contributo annuale di circa 1 milione di euro per tre anni. Avremmo preferito, invece, che la provincia di Fermo avesse dovuto sostenere questo onere non per tre ma per cinque anni, e per 1,5 milioni di euro».
«Gli altri aspetti relativi al mantenimento degli equilibri economico-finanziari delle due nuove province non ci sembrano sufficientemente approfonditi – si legge – In particolar modo per la restante provincia di Ascoli Piceno che rischia di rimanere ingessata con un bilancio molto rigido che ne può pregiudicare la capacità di funzionamento; sono state fatte ipotesi di ripartizione delle entrate che se non si verificassero (e la percentuale di attendibilità di tali previsioni ha un margine di errore di almeno il 20%) metterebbero in grave crisi il bilancio provinciale; per i contenziosi in essere, come quello molto corposo relativo all’Ascoli mare, al di là delle ottimistiche previsioni che possa essere accollato dallo Stato, va assolutamente affermato il principio che se ciò non si verificasse i costi andranno sostenuti da entrambe le province. Sulle partecipate, come detto, non si è mai discusso in commissione».
Quindi si entra nello specifico: «Leggere oggi sull’atto proposto che esse verrebbero ripartite sulla base delle percentuali generali di riparto, facendo riferimento anche alle società di trasporto pubblico START e Steat ci trova assolutamente contrari. L’attuale quota della Start in possesso della provincia di Ascoli Piceno dovrà rimanere alla restante provincia di Ascoli senza alcun compenso alla provincia di Fermo; stesso ragionamento ovviamente per la Steat le cui quote andranno trasferite alla nuova provincia di Fermo».
«La fretta con la quale ci si sta muovendo negli ultimi giorni non ci appare giustificata – concludono i tre sindaci – e rischia di far prendere decisioni negative; d’altronde non vi è nessun termine perentorio da dover rispettare; se non si delibera entro il 30 giugno non accadrà proprio nulla e siamo certi che il governo, che tra l’altro ha rinviato tutta la questione relativa al ruolo delle Province al prossimo mese di settembre, non nominerà nell’immediato alcun commissario».

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